Beppe Grillo e l’idea di una lista contro Conte. Il segnale sul profilo Whatsapp e la vendetta con l’aiuto di Fedez

Cresce l’idea che Beppe Grillo voglia avere il ruolo di guastatore per le prossime elezioni contro il suo ex Movimento ora nelle mani di Giuseppe Conte. Così almeno raccontano i retroscena dei quotidiani, con Repubblica che trova una conferma delle intenzioni tornate bellicose anche nel cambio di status su Whatsapp dell’ex comico.
L’idea della lista di Beppe Grillo a sinistra del M5s
Il segnale più concreto arriva proprio da quel messaggio: «Movimento Zero Stelle», la frase che il fondatore dei Cinque Stelle ha impostato come stato su Whatsapp e che la Repubblica legge come una nuova offensiva contro il partito nato insieme a Gianroberto Casaleggio. Secondo Claudio Bozza sul Corriere della Sera, dietro le quinte Grillo starebbe lavorando a una lista collocata a sinistra del Campo largo, pensata per erodere voti alla possibile alleanza tra M5S, Pd, Avs e Italia Viva. Le prove, scrive il quotidiano, per ora restano indiziarie, anche se giudicate significative.
Il ritorno di Grillo al podcast di Fedez il 21 settembre
Il nuovo status, secondo Repubblica, non sarebbe affatto casuale: tra una settimana, il 21 settembre, Grillo tornerà a parlare in pubblico dopo mesi di silenzio, ospite della nuova stagione di Pulp, il video podcast condotto da Fedez e Mr Marra. Il Corriere precisa che l’appuntamento punterebbe a intercettare i voti degli ortodossi grillini della prima ora, sfruttando un pubblico che i media tradizionali faticano a raggiungere. Chi ha potuto visionare parte della registrazione, riporta sempre il quotidiano, si limita ad anticipare che «ci saranno grosse sorprese». Non un dettaglio da poco, se si considera che l’uscita arriva appena un giorno dopo la chiusura di Nova, la consultazione con cui il Movimento sta scrivendo il programma della coalizione progressista.
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Lo scontro con Conte e la causa per il simbolo M5S
Tra i due, ormai, il clima è di rottura totale. Interpellato sull’appuntamento con Fedez, Conte ha liquidato la questione con un secco «Grillo vada dove vuole, dica ciò che vuole». Non è la prima volta che i due si rispondono a distanza: lo scorso 29 luglio, dopo un lungo sfogo pubblicato da Grillo sul suo blog, in cui il fondatore denunciava un Movimento «nato da un sentimento popolare che continua a esistere, anche se chi avrebbe dovuto rappresentarlo ha smesso di ascoltarlo», l’ex premier aveva rilanciato duro: «Ci accusa di aver perso la nostra identità? Con tutte le battaglie che stiamo facendo, spesso contro tutti? Beh, lui aveva detto che Draghi era un grillino. Fate un po’ voi». Lo scontro, ricorda Repubblica, prosegue anche nelle aule di tribunale, dove Grillo ha avviato da qualche mese una causa contro Conte per la titolarità del nome e del simbolo M5S: difficile, vista la lentezza della giustizia, che una sentenza arrivi in tempo per le elezioni del 2027. E comunque, anche vincendo la causa Grillo non potrebbe più presentarsi alle prossime politiche con il simbolo del suo vecchio partito.
La nuova legge elettorale e il possibile boomerang per Conte
Sullo sfondo si muove anche la partita degli emendamenti alla legge elettorale, che secondo il Corriere rischia di trasformarsi in un boomerang per lo stesso Conte. L’ultima versione del testo prevede infatti che un partito non presente in Parlamento con proprio nome e simbolo debba raccogliere seimila firme a circoscrizione, il triplo rispetto alle duemila attuali, rendendo quasi impossibile la corsa per le nuove liste. Da qui il messaggio che, ricostruisce il Corriere, alcuni esponenti del Pd avrebbero fatto recapitare a Conte: «Giuseppe tu stai facendo una battaglia per abbassare il numero di firme e aiutare la lista civica di Alessandro Onorato. Ma fai attenzione, perché a quel punto rischieresti di fare un favore a Grillo: ti tireresti, insomma, la zappa sui piedi».

