Ultime notizie AcciseCaldo recordCrisi Usa - IranGiapponeNazionale italiana
POLITICAAlessandro Di BattistaBeppe GrilloM5S

L’uscita di Grillo contro il M5s e il partito di Alessandro Di Battista per le elezioni

30 Luglio 2026 - 05:43 Alessandro D’Amato
beppe grillo alessandro di battista candidatura elezioni
beppe grillo alessandro di battista candidatura elezioni
L'ex fondatore dei grillini può sponsorizzare l'associazione Schierarsi dell'ex deputato
Google Preferred Site

L’ennesima uscita di Beppe Grillo contro il M5s targato Giuseppe Conte ha movimentato i movimentisti. Gli ex che hanno lasciato i grillini prima o dopo la svolta “governativa” dell’Avvocato del Popolo aspettano una mossa del fondatore. Tra questi c’è Alessandro Di Battista, che ha già l’associazione Schierarsi e che è ancora indeciso sulla possibilità di partecipare alle prossime elezioni politiche. Mentre l’ex fondatore punta di più sulla causa pendente a Roma su nome e simbolo.

La distanza tra Grillo e M5s

Nella sentenza d’appello del tribunale di Genova del 2021 su nome e simbolo, ricorda il Corriere della Sera, veniva sottolineata la continuità ideologica tra le associazioni che allora gestivano il partito grillino. Ora Grillo rimarca sempre una distanza. L’udienza si terrà a gennaio 2027, anche se si parla di un ricorso al procedimento cautelare, che potrebbe accorciare i tempi. Ma l’intenzione di Grillo nel post è anche politica. Lo si capisce quando scrive che le domande che hanno fatto nascere il Movimento «non sono scomparse, sono ancora fuori dai palazzi e aspettano qualcuno che provi a rispondere».

Di Battista e Beppe Grillo

L’elettorato che nel frattempo ha abbandonato l’M5s è tornato ad astenersi. Alcuni, secondo i flussi, ora sostengono Roberto Vannacci. Poi c’è la frangia raccolta dietro Di Battista. Nell’associazione ci sono l’ex ministra Barbara Lezzi e l’ex capogruppo stellato Alessio Villarosa. Alcuni di loro sperano in una discesa in campo alle prossime elezioni. La raccolta firme per il referendum sull’abolizione dei finanziamenti pubblici ai giornali è stata vista come un test. Ma Dibba ha ancora dubbi. La presenza di un nuovo soggetto politico, vicino all’elettorato movimentista, potrebbe oltretutto complicare i piani e gli equilibri del Campo largo. Schierarsi potrebbe drenare il bacino elettorale delle forze di centrosinistra. Attingendo agli indecisi sostenitori fino ad ora di Pd, M5S e Avs.

Davide Casaleggio

Intanto torna a farsi sentire Davide Casaleggio: «I meet up erano la rivoluzione del 2005, i movimenti digitali quella del decennio scorso. La prossima ha due facce. La prima sono gli agenti civici: assistenti AI personali che leggono per te i bilanci pubblici, ti avvisano quando una delibera tocca il tuo quartiere, ti fanno partecipare a una consultazione in cinque minuti invece che in cinque ore. Quando il costo della partecipazione crollerà, milioni di cittadini rientreranno in gioco. La seconda faccia sono i partiti sintetici: organizzazioni politiche costruite attorno all’AI, capaci di ascoltare ogni iscritto, sintetizzare milioni di posizioni in tempo reale e trasformarle in proposte. Come i movimenti digitali hanno sorpreso i partiti del Novecento, i partiti sintetici sorprenderanno quelli di oggi. La politica che conta le poltrone non se ne è ancora accorta. Se ne accorgerà».

leggi anche