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Fratoianni al Festival di Open: «Riconosceremo subito la Palestina». E svela il piano di patrimoniale per 50mila super-ricchi – Il video

18 Settembre 2026 - 20:47 Diego Messini
Il leader di Sinistra italiana al festival di Parma: «Europa sotto attacco a causa delle forze di ultradestra»
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Il primo provvedimento del prossimo governo del centrosinistra, se vincerà le elezioni? «Riconoscere lo Stato di Palestina». È la promessa del segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni dal palco del Festival di Open. «Non ne posso più di un governo che dice che l’unica strada è “due popoli due Stati” e poi non riconosce lo Stato che non c’è. Rimettiamo Italia al centro del gioco diplomatico», attacca Fratoianni. Il leader di Avs propone dunque una svolta rispetto alla linea tenuta dal governo Meloni in politica estera. Anche sul nodo del conflitto tra Russia e Ucraina. «Incombe una minaccia sull’Europa, ma non è di tipo militare: l’Europa è sotto attacco perché Putin ma pure Trump, Musk, Thiel & co sostengono le forze dell’ultradestra nazionalista del continente. Per questo una risposta di natura militare sarebbe un errore, perché il riarmo sottrae risorse decisive alle fasce più deboli della società europea». Sostenere l’Ucraina, argomenta quindi Fratoianni, «non deve coincidere con la procrastinazione infinita della guerra», che porterebbe solo alla distruzione nucleare: «Putin è un mio totale avversario politico e culturale. Ma è col nemico che dobbiamo discutere: l’Europa deve stare ai tavoli della diplomazia».

La patrimoniale secondo Avs

Per il resto l’intervista di Fratoianni al Festival di Open, condotta dalla vicedirettrice Sara Menafra, verte tutto sui nodi dell’economia e della politica interna. Al Campo largo il leader di Sinistra italiana chiede di mettere al centro del programma il tema della redistribuzione della ricchezza. Rompendo il tabù della patrimoniale. Quella che Avs si accinge a proporre in dettaglio, dice, sarà una proposta di buon senso, «perfino moderata». «Riguarderà 50mila persone: non una in più. Sono lo 0,1% del Paese: quelli che hanno un patrimonio personale netto sopra i 5 miliardi di euro. Quelli in cima alla lista, i primi 80/90, ne hanno uno da oltre 460 miliardi di euro. Se a loro in modo progressivo chiediamo un piccolo contributo, che non gli rovina certo la vita, raccogliamo 10/15 miliardi».

Soldi con cui finanziare politiche di interesse generale, spiega Fratoianni. Per esempio? «Potremmo rendere gratuito il trasporto pubblico locale: per una famiglia media significa 7/800 euro l’anno di risparmi». L’equità fiscale, per il leader Avs, andrebbe ristabilita pure introducendo una tassa di successione in Italia, dove è «scandalosamente assente».

Armi e bollo auto, i risparmi da trovare

A proposito di scelte di bilancio pubblico, Fratoianni contesta pure l’abolizione del bollo per le auto (alcune) annunciata nei giorni scorsi dal governo Meloni: una «marchetta elettorale» che costerà oltre 2 miliardi di euro. Con meno soldi, rimarca il segretario di Sinistra italiana, si potrebbero stabilizzare tutti i giovani precari del mondo dell’università e della ricerca italiana, che se così non sarà lasceranno il Paese, «condannandolo a un inesorabile declino». E altre risorse chiave per interventi urgenti, come rimettere in sesto il Servizio sanitario nazionale, dovrebbero arrivare per Fratoianni «evitando di mettere a bilancio 50/60 miliardi in più all’anno necessari per arrivare al 5% del Pil in spesa militare».

La leadership del Campo largo e l’idea Francesca Albanese

Diventeranno mai realtà i propositi di Fratoianni? Lui si dice certo che il centrosinistra vincerà. Quanto al percorso con cui arrivarci, non risparmia critiche agli alleati. Le primarie? «Sono uno strumento, non sono contrario, ma penso non vada bene mettere il tema della leadership prima di quello della definizione di una proposta politica chiara. Questo chiedono gli italiani che incontro per strada». Chi sarà poi il leader della coalizione? «Io avrei preferito sceglierlo tramite un accordo tra le forze politiche, o trovando una figura terza. Se non sarà possibile non ne farò un dramma, ma quel passo va messo al momento giusto. Avs nel caso deciderà il da farsi, se e chi candidare». Possibile si tratti, come era arrivata notizia anche a Open, di un nome a sorpresa come quello di Francesca Albanese. «La rispetto e le voglio un gran bene, è una voce straordinariamente importante: deciderà lei come continuare il suo percorso, non sarò certo io a tirarla per la giacchetta. Ma di certo considero vergognoso che un governo di “patrioti” non abbia speso una parola per difendere l’onore di una nostra cittadina che ha subito sanzioni personali Usa per il lavoro che ha svolto».

In copertina: Nicola Fratoianni al Festival di Open – Parma, 18 settembre 2026 (Beatrice Ratto)

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