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Primarie, Avs è contraria ma prepara le alternative: Fratoianni in pole. E spunta la carta Francesca Albanese

19 Agosto 2026 - 20:59 Luca Graziani
fratoianni albanese
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Vorrebbero evitarle, ma la strada è stretta. E così, secondo quanto apprende Open, per il duo Bonelli-Fratoianni il secondo sarebbe pronto a scendere in campo come frontman. Sul tavolo anche un nome terzo, che potrebbe sparigliare la sfida nel campo largo. La decisione finale dopo la festa di 'Terra', il 6 settembre
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Se alla fine primarie saranno, Alleanza Verdi e Sinistra non ha intenzione di restare a guardare. Mentre Elly Schlein e Giuseppe Conte iniziano a misurarsi sulle regole della consultazione per scegliere il candidato premier del centrosinistra, anche dalle parti di Avs si scaldano i motori.

La linea ufficiale resta quella della contrarietà: le primarie rischiano di allargare le fratture interne alla coalizione del centrosinistra e quindi Avs lavorerà per convincere gli alleati. Anche per questo nessuna decisione è stata presa e si attende settembre. Ma nei ragionamenti interni sono due gli scenari, di cui Open è venuto a conoscenza. Il primo porta direttamente a Nicola Fratoianni, all’interno della coalizione tra Sinistra Italiana e Verdi, numeri alla mano, considerato al momento il nome più forte tra i due leader. Il secondo è decisamente più dirompente: Francesca Albanese.

Sarebbe proprio la relatrice speciale dell’Onu il nome terzo finito sul tavolo. Una carta coperta da giocare nel caso in cui la riforma della legge elettorale, con l’indicazione del candidato premier nel programma, andasse in porto e le primarie diventassero davvero la strada obbligata per decidere la leadership del campo largo.

La carta Albanese

Le valutazioni in corso nell’alleanza partono da una premessa: le primarie non sono una richiesta di Avs. Bonelli e Fratoianni, negli ultimi interventi pubblici, hanno messo nero su bianco la necessità di costruire prima un’intesa politica e programmatica tra le forze della coalizione. Ma se Pd e Cinque Stelle dovessero insistere per affidare ai gazebo la scelta del candidato premier, a quel punto anche Avs schiererà un proprio nome.

Ed è qui che spunta Francesca Albanese. «Noi siamo contrari alle primarie. Ma se proprio vogliono farle, lanciamo Albanese e vediamo come si mette», sintetizza chi conosce le valutazioni in corso che ovviamente dovranno passare dalla conferma della diretta interessata che, per il momento, non ha ancora detto come la pensa. Una scelta, infatti, che farebbe gioco ad Avs anche nella contesa con il leader del Movimento 5 stelle per quella parte dell’elettorato più sensibile alla causa palestinese. Un nome, infatti, che era stato accostato in alcune ricostruzioni anche all’ipotesi di un futuro progetto politico di Alessandro Di Battista. 

La candidatura esterna alle due anime di Verdi e Sinistra avrebbe poi un doppio effetto: eviterebbe di dover scegliere tra i due leader, sui quali in ogni caso ci sarebbe già un orientamento di massima favorevole a Fratoianni, e allo stesso tempo potrebbe trasformarsi in una presenza molto più ingombrante nella partita tra Schlein e Conte, così da misurare il partito.

Da Avs, ufficialmente, frenano: «un nome definitivo ancora non c’è e nessuna decisione è stata presa». Ma, secondo quanto risulta a Open, l’ipotesi Albanese è effettivamente una delle carte al vaglio con maggiori chances. Tant’è che lo stesso Angelo Bonelli, pochi giorni fa, incalzato dal Foglio sul possibile candidato, non aveva escluso sorprese.

L’ipotesi di un nome interno, Fratoianni pronto a correre

Se invece la scelta ricadrà su uno dei due leader, come detto, il nome che parte avanti è quello di Nicola Fratoianni. Bonelli, spiegano, non avrebbe problemi a lasciare spazio al collega. Ma è proprio la natura duale di Avs a rendere questa soluzione non esente da rischi.

Europa Verde e Sinistra Italiana restano infatti formalmente due partiti distinti. E una candidatura del segretario di una delle due forze, anche se condivisa dai vertici, potrebbe comunque aprire a qualche malumore. È anche per questo che un profilo esterno forte viene considerato da alcuni una soluzione più semplice sul piano degli equilibri interni, seppure potenzialmente più conflittuale nei rapporti con gli alleati.

Fratoianni, del resto, aveva già lasciato aperta la porta. «Non escludo che Avs possa esprimere una sua proposta, perché Avs ha tutte le carte in regola per candidarsi al governo del Paese», aveva spiegato prima di Ferragosto al Corriere.

Da Avs frenano: «Per ora nessuna candidatura»

Dal partito, intanto, prendono tempo e sottolineano che nessun nome è ancora stato individuato: «Pensiamo che le primarie non siano adesso il tema della discussione. Se servirà proveremo a indicare una figura adeguata, ma non c’è in questo momento nessuna ipotesi di candidatura né di Bonelli né di Fratoianni», tagliano corto.

La decisione definitiva, insomma, arriverà più avanti. «Rimandiamo tutto al confronto che ci sarà alla nostra festa di ‘Terra!’, il 6 settembre», dove è attesa anche Albanese. Prima il programma e il perimetro politico della coalizione, poi eventualmente le modalità per scegliere chi dovrà guidarla, è la linea.

Il nodo delle primarie 

E proprio le regole delle primarie alimentano il fermento estivo del campo largo. Se Schlein guarda al doppio turno, convinta di poter primeggiare al ballottaggio anche grazie all’appoggio, tra gli altri, di Matteo Renzi, il leader pentastellato continua a preferire una consultazione a turno unico, il più aperta possibile, con tanto di voto online. Un braccio di ferro guardato con diffidenza da Avs. Il rischio delle primarie, spiegano, è quello di accentuare irreparabilmente le divisioni, invece di cementare la coalizione. Ma se proprio bisogna ballare, che si balli.

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