Giuseppe Conte vuole Roberto Gualtieri come leader del Campo Largo?
«Sogno di riuscire a mettere insieme tutte le forze che gravitano al centro». Giuseppe Conte al telefono con Augusto Minzolini del Giornale non si sbottona sulle primarie del centrosinistra e sullo schieramento che deve mettere insieme l’opposizione al governo Meloni. Ma, dice il giornalista, ha un nome per il federatore: il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
Conte, Schlein e Gualtieri
«La cosa che più mi dispiace è che qualcuno abbia considerato la mia proposta alla Schlein di fare entrambi un passo indietro, cioè l’idea di un terzo uomo come un esercizio di pura tattica. Non è così: era un proposta reale. Una proposta vera…», spiega Conte. Che dice di non puntare a Palazzo Chigi: «Diciamoci la verità. Dopo aver fatto per due volte il presidente del Consiglio, dopo aver accumulato una quantità di stress che lei neppure immagina anzi bisognerebbe chiederlo alla Meloni che a quanto mi dicono è alquanto provata; e ancora dopo essere uscito da quell’esperienza con il consenso e l’approvazione di tanta gente, le pare che il mio problema sia quello di tornare a Palazzo Chigi. Le assicuro che non è così. Lo dico chiaramente, ho un unico obiettivo: avere una coalizione che sia davvero performante, che sia capace di imporsi nella competizione con la destra e che tenga conto delle peculiarità e dell’identità dei 5stelle».
Il terzo uomo
Secondo Minzolini il terzo uomo di Conte è Gualtieri, ovvero il ministro del Tesoro del suo governo che controfirmò il Superbonus. Il secondo messaggio lo ritrovi invece in quell’aggettivo: «performante». Non lo dice esplicitamente ma in quel ragionamento si arguisce che non considera la segretaria del Pd una candidata competitiva. Soprattutto, non la immagina rappresentativa dell’intera coalizione.

