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I 60 mila italiani che girano su auto con targhe polacche per risparmiare su bollo e assicurazione

05 Ottobre 2026 - 06:38 Ettore Ambrosi
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I risparmi ammontano a circa il 70% del totale dei costi. Lo stop nel nuovo Codice della Strada
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Circa 60 mila italiani hanno acquistato targhe polacche per le loro automobili e moto per evadere il bollo auto e pagare meno di assicurazioni. Lo scrive oggi il Financial Times, scrivendo che i risparmi ammontano a circa il 70% del totale dei costi. Gli italiani hanno trasferito la proprietà dei veicoli in società di comodo di diritto polacco. Mentre il governo Meloni annuncia la cancellazione della tassa.

Le targhe polacche

Secondo Ft il bollo auto sarà tagliato per 14 milioni e mezzo di automobili e moto per un costo totale di 2,4 miliardi annui. L’annuncio vale solo per il 2027. I fondi verranno dai risparmi del Pnrr. Intanto i governi italiano e polacco stanno cercando di contrastare l’uso improprio delle targhe polacche per evadere le tasse e avere sconti sull’assicurazione. Secondo il registro automobilistico polacco le richieste di pagamenti collegate a irregolarità nell’assicurazione di veicoli incidentati in Italia ammontano a 8,9 milioni di euro. «Le richieste di rimborso italiane sono cresciute vertiginosamente, per veicoli che in Polonia non sono mai stati», ha spiegato a Ft il presidente del PBUK polacco Piotr Zadrozny.

I social media

I social media sono pieni di video che insegnano come farsi una targa straniera per risparmiare su bollo e assicurazione. Intanto il testo-base del nuovo Codice della strada, sul quale il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha aperto il confronto con le associazioni di settore, che dovranno esprimersi entro il 13 settembre per poi giungere ad una bozza finale entro il 14 ottobre 2026, dice che sulle auto con targa straniera sarà obbligatoria un’assicurazione italiana.

Sul tema è già intervenuto ad agosto il sottosegretario al Mit Tullio Ferrante, che ha chiarito che «l’uso improprio delle auto con targa straniera è un fenomeno che dilaga soprattutto nel Mezzogiorno, dove sono sempre più numerosi i casi di ‘esterovestizione’ per eludere gli obblighi previsti». Ferrante ha sottolineato che «chi utilizza stabilmente in Italia un veicolo con targa estera deve essere tracciabile, quindi avere una copertura assicurativa italiana o autorizzata nel nostro Paese e immatricolare il mezzo oppure registrarlo al Reve, il Registro dei veicoli con targa estera».

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