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Vertice Ue sulla crisi a Ceuta, Madrid spegne gli allarmismi: «Schengen mai stata a rischio. L’Italia revochi subito i controlli alle frontiere»

04 Agosto 2026 - 15:31 Bruno Gaetani
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Il ministro del governo Sánchez bolla come «incomprensibile» la misura adottata dall'esecutivo italiano. Il Marocco: «Non siamo il poliziotto dell'Europa»
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«Combattere senza tregua il traffico di migranti, potenziare i rimpatri, rafforzare le frontiere dell’Ue, instaurare partenariati solidi con i Paesi terzi e migliorare la capacità di previsione». Sono questi i punti principali condivisi dai ministri dell’Interno dell’Unione europea ed emersi al vertice stroardinario convocato per oggi, martedì 4 agosto, sulla crisi di Ceuta. Nella videocall, rende noto il Consiglio Ue, «i ministri hanno sottolineato che la comunicazione dovrebbe essere più coordinata e più coerente, soprattutto per contrastare attori esterni malintenzionati impegnati nella manipolazione delle informazioni e nelle interferenze dall’estero». L’Unione europea, continua la nota finale, «è unita e pronta a sostenere la Spagna».

Madrid: «70mila migranti già rimpatriati in Marocco»

Il vertice di oggi è servito anzitutto per mettere una pezza sulle crisi diplomatiche scoppiate nei giorni scorsi, a partire dallo scontro tra il governo spagnolo e quello italiano. «Nella videocall è stato chiarito che Ceuta ha un regime speciale dal 1991, nessuna persona può uscire da Ceuta senza controlli alle frontiere», ha spiegato il ministro spagnolo Fernando Grande-Marlaska. Dall’inizio della crisi a Ceuta, ha precisato ancora il rappresentante del governo di Pedro Sánchez, «sono entrati illegalmente 72mila migranti, di cui 70mila hanno fatto rientro in Marocco». E anche dei 2mila migranti ancora a Ceuta, insiste Madrid, nessuno ha raggiunto la Spagna continentale attraversando lo stretto di Gibilterra.

Nella conferenza stampa al termine del vertice, il ministro spagnolo è tornato sulle polemiche tra Madrid e Roma: «Non ho compreso la chiusura di Schengen da parte dell’Italia, mi è sembrata totalmente priva di necessità e proporzionalità. Vediamo che succede, se ci sarà un ripensamento. Non c’è stato alcun rischio di movimento secondario, avendo Ceuta un regime speciale. E la stessa Frontex ha riferito che lo spazio Schengen non è mai stato a rischio. Noi riceviamo movimenti secondari di persone che dall’Est entrano in Spagna e non poniamo i controlli interni», ha dichiarato il ministro spagnolo, chiedendo all’Italia di «togliere immediatamente i controlli aggiuntivi».

Piantedosi difende la linea del governo italiano

L’Italia, dal canto suo, ha difeso la decisione di sospendere per un mese lo spazio Schengen con la Spagna, una decisione che ha suscitato l’ira di Madrid. «Vorrei chiarire in modo netto la natura della nostra decisione sul ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne aeree e marittime: non si tratta in alcun modo di una misura rivolta contro la Spagna o contro alcun altro partner. È una scelta di natura cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell’intero sistema europeo dei controlli in un momento di forte sollecitazione, come avvenuto in tantissimi altri casi», ha spiegato il Matteo Piantedosi nel suo intervento al Consiglio Ue.

Il ministro ha quindi espresso al Governo spagnolo la «sincera solidarietà dell’Italia» e ha aggiunto: «Se un Paese terzo rifiuta di cooperare sulla riammissione dei propri cittadini, l’Unione deve poter applicare forti condizionalità in ogni settore, utilizzando tutte le leve a disposizione. Non possiamo più permetterci che la diplomazia economica viaggi su un binario separato rispetto alla cooperazione in materia di sicurezza e migrazione».

EPA/Olivier Hoslet | Magnus Brunner, commissario europeo agli Affari interni

L’Ue: «Nessun migrante da Ceuta è entrato nell’area Schengen»

Al termine del vertice, il commissario europeo agli Affari interni, Magnus Brunner, ha riconosciuto che «c’è stata piena solidarietà con la Spagna attorno al tavolo» e ha provato a tranquillizzare i colleghi: «La situazione è sotto controllo, nessuno si è effettivamente spostato sulla terraferma spagnola e l’area Schengen non è stata colpita». Significativo anche l’intervento della Francia durante il vertice, che pur senza esporsi troppo ha difeso di fatto la linea del governo spagnolo: «Tutti hanno condannato i tentativi di dividere la Ue di fronte al caso dei migranti di Ceuta», ha dichiarato il ministro degli interni francese Laurent Nunez.

Le tensioni tra Spagna e Marocco

Nel frattempo, resta alta la tensione tra Spagna e Marocco, con Madrid che ha chiesto di indagare «fino in fondo» sull’ingresso di massa di migranti a Ceuta, ribadendo che «l’integrità territoriale e la sovranità spagnola non si toccano» e che «Ceuta e Melilla non si toccano». Il Regno del Marocco non ha risposto direttamente, ma una fonte del governo ha precisato che il Paese «ha sempre assunto pienamente le proprie responsabilità nella gestione della migrazione irregolare» e che non é «né il poliziotto né il badante dell’Europa», ma «un partner sovrano».

Foto copertina: EPA/REDUAN | Giovani migranti sulla spiaggia di Ceuta dopo aver attraversato illegalmente il confine con il Marocco

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