Perù, l’ultima chiamata dall’aereo prima dello schianto: «Aveva un problema meccanico»

Aveva segnalato un problema meccanico in volo l’aereo precipitato sabato nel sud del Perù. Lo ha detto il ministro del Commercio estero e del Turismo Rogers Valencia parlando ai giornalisti sul luogo dell’incidente, costato la vita a 13 persone, tra cui 7 turisti italiani. «C’è stata una chiamata dall’aereo che segnalava problemi meccanici», ha svelato Valencia sulla base dei primi risultati delle indagini in corso in Perù sull’incidente. Secondo quanto riferito dal ministero, il Cessna Grand Caravan C-208 della compagnia Aerodiana aveva segnalato il problema alla torre di controllo dell’aeroporto di Nazca. Poco dopo si sono perse le comunicazioni radio. Valencia ha spiegato che questo dettaglio è al vaglio della Commissione investigativa sugli incidenti aerei, insieme alle prove meccaniche rinvenute sul relitto e alla traiettoria di volo dell’aereo. «Ci saranno risultati immediati e il processo di valutazione dello stato dei resti ci aiuterà a comprendere a fondo le cause dell’incidente», ha aggiunto il ministro.
Il cordoglio di Aerodiana: «Pronti a collaborare alle indagini»
A parlare all’indomani dell’incidente mortale è stata anche la compagnia Aerodiana, proprietaria del velivolo precipitato e andato in pezzi. La società ha espresso «il suo più profondo rammarico» per la tragedia e la sua «piena disponibilità a fornire tutto il supporto necessario» alle indagini, riportano i media peruviani. L’azienda ha dichiarato di aver collaborato fin dall’inizio con le autorità competenti e di aver fornito «tutte le informazioni necessarie per lo svolgimento delle indagini in questione». Aerodiana sottolinea però che nei suoi 18 anni di attività ha mantenuto un impegno costante per la sicurezza dei suoi passeggeri e del suo equipaggio. Sul suo sito web viene evidenziato che la società possiede tre velivoli all’avanguardia con una capacità di 12 passeggeri «comodamente seduti», e che i velivoli vengono sottoposti a manutenzione ogni 100 ore di volo. La compagnia ha aggiunto che valuterà ora il proprio programma di voli «in conformità con le disposizioni delle autorità competenti».
Anche il console italiano sul luogo dello schianto
A recarsi domenica sul luogo del disastro aereo, nei pressi del sito delle Linee di Nazca, sono stati anche i consoli italiano e tedesco in Perù. I rappresentanti dei Paesi europei hanno potuto così osservare il lavoro delle squadre di soccorso e delle autorità incaricate e informarsi direttamente sullo stato di avanzamento delle indagini. Poi i funzionari consolari si sono diretti a Ica, dove i corpi dei cittadini stranieri sono stati portati dal luogo del disastro. Si trovano ora presso l’Istituto di medicina legale locale, dove si svolgeranno le procedure ufficiali di identificazione delle vittime, comprese le analisi del Dna. L’intero processo sarà monitorato dai servizi consolari dei governi i cui cittadini hanno perso la vita nell’incidente, così come il seguente rimpatrio delle salme.
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Tajani: «Non c’è stato nulla da fare»
«Da ieri sera stiamo seguendo quanto è accaduto, purtroppo ci sono sette italiani fra le vittime dell’incidente di un aereo da turismo. La Farnesina è in contatto con l’ambasciata italiana in Perù e sta valutando ciò che può essere fatto. Io vengo informato costantemente. Purtroppo si è trattato di un incidente aereo e non c’è stato nulla da fare», ha detto in serata a SkyTg24 il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Riguardo al rimpatrio dei corpi dei sette italiani morti nello schianto, Tajani ha assicurato che «l’ambasciata farà tutto ciò che serve per aiutare le famiglie e far ritornare i nostri connazionali in patria».

