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Il manager di Deloitte Paolo Gianturco, il figlio 18enne, la famiglia Angelucci: chi sono i 7 italiani morti nell’incidente aereo in Perù – Il video

02 Agosto 2026 - 13:24 Francesca Milano
Il tragico schianto aereo non ha lasciato superstiti: tra i 13 deceduti ci sono due famiglie di Monza e Seregno. A bordo anche quattro turisti stranieri e i due piloti
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Erano due famiglie brianzole residenti a Monza e Seregno le vittime dello schianto dell’aereo turistico precipitato ieri sera, 1 agosto, nel sud del Perù dopo aver sorvolato le linee di Nazca. La vittima più giovane è il 18enne Pietro Gianturco, deceduto insieme al fratello Matteo (24 anni), al padre Paolo Gianturco (59 anni) e alla madre Cristina Maria Bianco (57 anni). Con loro ha perso la vita anche un nucleo familiare di Seregno, composto dai coniugi 58enni Massimo Angelucci ed Elena Sala e dal figlio 24enne Lorenzo Angelucci. L’Ambasciata d’Italia a Lima è in costante contatto con le autorità locali per coordinare le procedure di identificazione e fornire tutto il supporto necessario ai familiari delle vittime.

Nessun sopravvissuto

A bordo del velivolo si trovavano inoltre due turisti tedeschi, Andreas Hofmann (78 anni) e Gertrud Maria Hofmann (77 anni), due cittadini spagnoli, Amfredo Aviles Muñoyerro (52 anni) e Ana Isabel Sanchez Muñoz (52 anni), e i due piloti peruviani Americo Salazar e Irenka del Carpio. Il tragico bilancio dell’incidente è di tredici morti e nessun superstite.

Chi era Paolo Gianturco, il manager di Deloitte

Paolo Gianturco era senior partner di Deloitte, la nota azienda angloamericana di consulenza e revisione conti. Professionista di rilievo con circa trent’anni di carriera nella consulenza direzionale e strategica per le istituzioni finanziarie, Gianturco ricopriva la carica di Financial Services Industry & FS Tech Leader di Deloitte Central Mediterranean. «È una tragedia immensa. Paolo è stato un grande innovatore e, soprattutto, una persona che ha saputo ispirare e accompagnare tante colleghe e tanti colleghi, anche giovanissimi, con la sua visione, la sua generosità e la sua umanità», dichiara l’amministratore delegato di Deloitte Fabio Pompei. Anche la moglie, Cristina Maria Bianco, vantava una carriera di primo piano nel panorama manageriale. Direttrice presso Andersen Consulting, era una riconosciuta esperta di strategia organizzativa e executive search, con una profonda specializzazione nei settori dei servizi finanziari e della gestione patrimoniale. Prima di approdare in Andersen, aveva fondato Aegis, società italiana specializzata nella ricerca di figure dirigenziali, guidandola come Ceo per oltre 23 anni.

Il volo per vedere le Linee di Nazca

Il volo era diretto verso le Linee di Nazca, un insieme di enormi geoglifi tracciati nel deserto peruviano tra il 500 a.C. e il 500 d.C. Raffigurano animali, piante, figure umane e lunghi disegni geometrici, alcuni estesi per centinaia di metri e visibili soprattutto dall’alto, motivo per il quale molte compagnie aeree organizzano voli con piccoli aerei da turismo per sorvolare la zona. Il sito è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco ed è visitato ogni anno da migliaia di visitatori.

L’emergenza dichiarata dal pilota

Il Cessna 208B Grand Caravan, con matricola OB-2001, apparteneva alla compagnia peruviana Aerodiana ed era decollato dall’aeroporto di Pisco intorno alle 12.10 di sabato, le 19.10 in Italia, per effettuare il sorvolo turistico del sito di Nazca. Secondo la ricostruzione della tv Rpp, attorno alle 13.01 il pilota avrebbe dichiarato un’emergenza mentre il velivolo si trovava nelle vicinanze dell’aerodromo María Reiche di Nazca. Poco dopo ogni comunicazione si è interrotta.

Durante le ricerche è stata individuata una colonna di fumo a circa otto chilometri dall’aerodromo. Un altro aereo in volo nella zona ha confermato la presenza dell’incendio, consentendo alle squadre di emergenza di raggiungere il punto dell’impatto, nel settore di Pueblo Viejo. Il velivolo è stato trovato completamente distrutto dalle fiamme: nessuna delle tredici persone a bordo è sopravvissuta.

Oltre ai sette italiani sono morti i cittadini tedeschi Andreas Hofmann, 78 anni, e Gertrud Maria Hofmann, 77, e gli spagnoli Alfredo Avilés Muñoz Yerro e Ana Isabel Sánchez Muñoz, entrambi di 52 anni. Le due vittime peruviane erano il pilota Américo Alejandro Salazar Cuéllar e la copilota Irenka del Carpio Guanilo.

Le indagini e l’incognita del meteo

Le cause dell’incidente non sono ancora state determinate. La procura di Nazca ha avviato le prime indagini, disposto il recupero dei corpi e avviato le procedure per l’identificazione e la verifica delle nazionalità. I resti delle vittime saranno trasferiti all’obitorio per gli esami medico-legali, mentre gli specialisti dell’aviazione civile dovranno analizzare il relitto e le comunicazioni con la torre di controllo.

Tra gli elementi da valutare ci sono anche le condizioni meteorologiche, senza che al momento sia stato stabilito un collegamento tra il vento e lo schianto. Il giorno precedente l’incidente, nella regione di Ica, i cosiddetti “venti Paracas” avevano sollevato polvere e sabbia, riducendo la visibilità. Le raffiche avevano superato i 40 chilometri orari e due piccoli aerei con turisti erano stati dirottati perché impossibilitati ad atterrare a Nazca. Le operazioni erano state quindi sospese e successivamente riaperte.

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