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Paura sul volo Roma-Filadelfia: sei assistenti di bordo si sentono male. L’aereo costretto ad un atterraggio d’emergenza a Dublino

27 Luglio 2026 - 12:33 Stefania Carboni
american airlines
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Ora American Airlines per evitare di pagare oltre 100.000 euro di risarcimenti ai passeggeri, dovrà dimostrare che la contaminazione è stata causata da un fattore esterno e del tutto imprevedibile. E potrebbe esser colpa degli incendi in Francia
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Sabato pomeriggio, il volo AA719 di American Airlines — un Boeing 787-9 decollato da Roma Fiumicino alle 12:57 e diretto a Philadelphia — è stato costretto a un atterraggio d’emergenza a Dublino. A circa quattro ore dalla partenza, mentre il velivolo sorvolava l’Atlantico, sei dei nove assistenti di volo hanno accusato improvvise vertigini e malessere. I piloti hanno quindi deciso, per precauzione, di invertire la rotta verso l’Irlanda, dove l’aereo è stato accolto dal personale sanitario.

Le possibili cause: aria contaminata o fumi esterni?

Escluse intossicazioni alimentari o malattie infettive, i sospetti si concentrano sui sistemi di ventilazione. La compagnia ha confermato in una nota la presenza di un “anomalo odore a bordo“. Trattandosi di un Boeing 787, l’aria in cabina non proviene dai motori (azzerando il rischio di contaminazione da olio lubrificante), ma viene aspirata dall’esterno tramite compressori dedicati. Tra le ipotesi al vaglio non si esclude l’ingresso di fumi o agenti contaminanti, forse legati al passaggio dell’aereo sopra la zona degli incendi in Francia. Nessun malessere è stato riscontrato tra i piloti.

I precedenti e il nodo risarcimenti

L’episodio richiama un precedente del 2019, quando il volo AA729 Londra-Philadelphia fu dirottato a Dublino a causa delle esalazioni di un detersivo rovesciato in cambusa. Ora, però, per American Airlines si prospetta un conto salato: secondo la Corte di Giustizia Europea, il malessere improvviso dell’equipaggio rientra nel normale rischio operativo. Per evitare di pagare oltre 100.000 euro di risarcimenti ai passeggeri, il vettore dovrà dimostrare che la contaminazione è stata causata da un fattore esterno e del tutto imprevedibile.