A Ceuta «almeno 60mila nelle ultime ore», arriva Sanchez tra i fischi: «È attacco alla sovranità spagnola: colpa delle mafie» – La diretta

Sono circa 50 mila le persone che nelle ultime 24 ore hanno attraversato il confine tra Marocco e Ceuta, l’exclave spagnola sulla costa nordafricana sullo stretto di Gibilterra, passando dai valichi del Dique Sur o tentando la traversata a nuoto. Secondo le stime, almeno 24 migranti hanno perso la vita. Per fronteggiare la crisi, il governo spagnolo ha chiuso anche l’altra enclave di Melilla, situata più a est lungo la costa marocchina, e ha disposto l’invio dell’esercito a supporto della Guardia Civil. Nelle prossime ore è atteso a Ceuta il premier Pedro Sánchez, mentre le opposizioni, spagnole e non, lo accusano di aver contribuito ad alimentare la situazione. Dall’Italia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affermato di essere pronta a sospendere Schengen con la Spagna dopo un confronto con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Salgono a 34 i migranti morti nel tentativo di attraversare il mare
Sarebbero almeno 34 le persone morte nel tentativo di passare dal Marocco all’exclave spagnola di Ceuta. A riferirlo è il presidente della regione, Juan Jesús Vivas, parlando con i giornalisti
Sanchez contestato a Ceuta: «Pagliacci traditori»
L’arrivo del premier spagnolo, Pedro Sánchez, a Ceuta è stato accompagnato da un folto gruppo di cittadini che ha protestato per la gestione della crisi migratoria. Numerosi residenti – riporta Ceuta tv – si sono radunati intorno al municipio sventolando striscioni con messaggi come «Questi pagliacci ci hanno tradito», e slogan contro il premier spagnolo, in un’atmosfera di grande tensione.
Molti dei residenti che si sono recati al municipio hanno insistito sul fatto che la loro presenza era dovuta alla necessità di rendere visibile il senso di abbandono che la città sta vivendo di fronte all’aumento degli arrivi di migranti e alla saturazione delle risorse di accoglienza.
Presidente Ceuta: «Almeno 60mila persone entrate nelle ultime ore»
Oltre 60.000 persone sono giunte a Ceuta nelle ultime ore, un flusso migratorio eccezionale che corrisponde a circa il 70% della popolazione totale dell’enclave spagnola situata nel nord del Marocco. La notizia è stata resa nota dal presidente locale, Juan Jesús Vivas, a margine di un vertice di emergenza tenutosi per affrontare la crisi con il premier Pedro Sánchez, il ministro dell’Interno e i vertici delle forze di sicurezza. I dati evidenziano una pressione migratoria senza precedenti sull’area border della Spagna e dell’Unione Europea.
Nel corso delle dichiarazioni rilasciate ai media, Vivas ha descritto la situazione come «insostenibile», paragonando la proporzione degli ingressi all’arrivo di 34 milioni di persone nel territorio continentale spagnolo nell’arco di sole 24 ore. Il presidente dell’enclave ha sottolineato l’impossibilità di assimilare un tale volume di ingressi in tempi così ristretti, evidenziando il forte stato di «inquietudine, impotenza e in alcuni casi di abbandono» percepito dai cittadini residenti.
Von der Leyen: «Immagini di Ceuta inaccettabili, rimpatri rapidi»
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen interviene sulla crisi di Ceuta definendo «inaccettabili» le immagini arrivate dall’enclave spagnola. «Non possiamo permettere a nessuno di entrare nell’Ue senza rispettare le nostre regole», ha scritto su X, chiedendo lo stop ai «pericolosi attraversamenti» e rimpatri rapidi nel rispetto delle norme europee. Bruxelles ha attivato il sostegno alla Spagna: il commissario agli Interni Magnus Brunner lavorerà con Madrid anche attraverso Frontex, mentre la commissaria al Mediterraneo Dubravka Šuica mantiene i contatti con le autorità marocchine. Von der Leyen ha aggiunto di confidare nella cooperazione con Rabat per una soluzione alla crisi.
Sanchez arriva a Ceuta, «è un attacco a sovranità territoriale della Spagna»
Il premier spagnolo Pedro Sanchez è arrivato oggi a Ceuta, l’enclave iberica in Marocco travolta nelle ultime 24 ore dall’arrivo di migliaia di migranti via mare e via terra. Secondo quanto riporta Ansa, Sanchez ha definito quanto accaduto «un attacco e una violazione della sovranità territoriale della Spagna», parlando di «un rimprovero e una condanna al livello più energico possibile» e giudicando la situazione «deplorevole». Il premier si è recato nell’enclave insieme al ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska, promettendo che il governo «utilizzerà tutte le risorse per garantire la sicurezza dei ceuti» e per «ristabilire la convivenza». Ha aggiunto di farsi carico «dell’angoscia che stanno vivendo i ceuti», davanti a una crisi che ha portato all’ingresso irregolare di 49.000 migranti nella città autonoma, tanto che il presidente locale Juan Jesus Vivas ha chiesto all’esecutivo centrale la dichiarazione di emergenza per la sicurezza nazionale.
Perché Sanchez attribuisce la crisi alle mafie
Per Sanchez la responsabilità dell’ondata di arrivi ricade sulle organizzazioni criminali. In dichiarazioni riprese da Tve dopo un incontro con i vertici delle forze di sicurezza, e rilanciate da ANSA, il premier ha spiegato che si tratta di «una delle maggiori crisi» attraversate dal Paese, scatenata da «una lettura interessata che fa chi traffica con gli esseri umani» di una sentenza della Corte Suprema, interpretata nel senso che non sarebbe possibile rimpatriare chi entra nel territorio spagnolo a nuoto. Questa lettura, ha detto, «si è diffusa come la polvere da sparo attraverso le reti», generando una valanga di arrivi. Sanchez non ha ancora sciolto la riserva su eventuali modifiche legislative, ma ha assicurato che sono già in corso le procedure per accelerare le espulsioni di chi è sbarcato a Ceuta negli ultimi giorni.
Arrestate circa 30 persone negli scontri vicino a Ceuta
La polizia marocchina ha arrestato circa 30 persone durante gli scontri vicino a Ceuta.
Madrid replica a Roma: «crisi non legata a regolarizzazione migranti»
Bardella e Weidel: «Valutare la sospensione della Spagna da Schengen»
Anche il leader del Rassemblement National Jordan Bardella e la presidente dell’AfD tedesca Alice Weidel chiedono di valutare la sospensione della Spagna dallo spazio Schengen, accusando il governo di Pedro Sánchez di non aver saputo gestire l’emergenza migratoria. Bardella parla di «ondata senza precedenti», mentre Weidel invoca maggiori controlli alle frontiere e respingimenti più rigidi.
Salgono a 24 i migranti morti recuperati in acque Ceuta
Sale a 24 il numero dei corpi dei migranti recuperati nelle acque al largo di Ceuta, morti mentre cercavano di raggiungere a nuoto l’enclave spagnola in Marocco. Lo segnala la Guardia Civile, dopo il ritrovamento nelle ultime ore di altri sei corpi.
La Finlandia appoggia la proposta italiana di chiudere Schengen
La Finlandia ha dichiarato di appoggiare la proposta italiana di chiudere l’area Schengen alla Spagna, dopo che migliaia di migranti sono entrati illegalmente nell’enclave spagnola di Ceuta dal Marocco negli ultimi giorni. «La Spagna ha completamente fallito nel proteggere il confine esterno dell’area Schengen dalle incursioni. Questo non può continuare», ha scritto su X la ministra dell’Interno finlandese Mari Rantanen. «I Paesi che non adempiono al loro obbligo di proteggere il confine esterno non possono essere membri di Schengen», ha continuato.
La diocesi di Ceuta lancia una colletta straordinaria per i migranti
Anche la Chiesa si mobilita per l’emergenza migratoria a Ceuta. La diocesi di Cádiz e Ceuta ha espresso «profonda preoccupazione» per la situazione e annunciato una colletta straordinaria nelle parrocchie dell’enclave per sostenere gli interventi più urgenti a favore dei migranti. Le offerte raccolte nel fine settimana saranno destinate all’Ufficio diocesano per la Migrazione e convogliate attraverso il Centro di assistenza ai migranti di San Antonio, in coordinamento con le autorità competenti. La diocesi ha inoltre ribadito la propria «piena disponibilità» a collaborare con le istituzioni civili, mettendo a disposizione risorse umane e materiali, e ha invitato i fedeli a pregare per le persone coinvolte nella crisi e per quanti sono impegnati nella gestione dell’emergenza.
Ceuta sospende le feste patronali: «Ora prevalgano prudenza e sicurezza»
La città autonoma di Ceuta ha deciso di sospendere le feste patronali, in programma dall’1 all’8 agosto, a causa della crisi migratoria in corso. Ad annunciarlo è stato il presidente dell’enclave, Juan Jesús Vivas, spiegando che la situazione eccezionale e il clima di «incertezza, instabilità e preoccupazione» impongono la cancellazione delle celebrazioni dedicate alla Vergine d’Africa. Vivas ha riconosciuto le ricadute della decisione su cittadini, attività commerciali e settore turistico, ma ha sottolineato che in questo momento «devono prevalere la prudenza, la responsabilità e la sicurezza di tutti». Intanto la diocesi di Cadice e Ceuta ha ribadito la propria disponibilità a collaborare con le autorità, mettendo a disposizione personale, volontari e risorse per assistere i migranti colpiti dall’emergenza umanitaria.
Madrid: «Applicheremo gli accordi con il Marocco per i rimpatri»
Il governo spagnolo applicherà gli accordi bilaterali con il Marocco per il rimpatrio dei migranti arrivati nelle ultime ore a Ceuta dopo gli ingressi di massa. Lo ha dichiarato il ministro della Politica territoriale e della Memoria democratica, Víctor Ángel Torres, spiegando che Madrid agirà nel quadro delle intese già in vigore con Marocco, Mauritania e Senegal. Torres ha assicurato che saranno garantiti «il rispetto dei diritti fondamentali» e una «risposta umanitaria» all’emergenza, ma ha ribadito che i migranti saranno rimpatriati seguendo «le procedure regolamentate», con modalità diverse per adulti e minori. Il ministro ha inoltre definito la situazione a Ceuta «difficile e complessa» e ha sottolineato il coordinamento immediato tra il governo centrale e le autorità della città autonoma.
Almeno 49 mila migranti entrati a Ceuta nelle ultime 24 ore
Sarebbero almeno 49.000 i migranti che sono riusciti ad attraversare la frontiera di Ceuta dal territorio marocchino nelle ultime 24 ore, secondo stime indicate da fonti ministeriali, seppure il ministero dell’Interno spagnolo non abbia ancora confermato ufficialmente la cifra. Delle 49.000 mila persone, che equivalgono a oltre la metà della popolazione di Ceuta di 85.000 abitanti, almeno 7.000 sarebbero minori di età e, pertanto, sottoposti alla tutela delle autorità della città autonoma. Sale invece a 18 il numero dei morti.
Chiusa la frontiera di Melilla dopo un nuovo assalto di migranti
Resta chiuso il valico di Beni Enzar, principale punto di passaggio tra il Marocco e l’enclave spagnola di Melilla, dopo un tentativo di ingresso massiccio di migranti iniziato nella tarda serata di ieri. Secondo il presidente della città autonoma, Juan José Imbroda, sono riuscite a entrare tra 300 e 400 persone, numeri che, ha precisato, «non sono paragonabili» alla crisi di Ceuta. Imbroda ha attribuito gli arrivi anche a un «effetto emulazione» dell’ondata migratoria che ha investito l’altra enclave spagnola. La chiusura del valico sta causando forti disagi all’Operazione Passaggio nello Stretto, il piano estivo che regola i collegamenti tra Europa e Marocco, oltre a pendolari, residenti e turisti. Al momento non è stata indicata una data per la riapertura.
Casa Bianca: «Ceuta conferma la validità delle politiche migratorie di Trump»
La crisi migratoria di Ceuta entra anche nel dibattito politico statunitense. Due funzionari della Casa Bianca hanno rilanciato sui social le immagini degli ingressi di massa nell’enclave spagnola per difendere la linea del presidente Donald Trump sull’immigrazione e attaccare i democratici. Il consigliere Stephen Miller ha sostenuto che scene simili rappresentano ciò che, a suo dire, gli Stati Uniti hanno vissuto durante la presidenza Joe Biden, accusando i democratici di voler riproporre quelle politiche in caso di ritorno al potere. Sulla stessa linea il direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, Steven Cheung, secondo cui l’elezione di Trump avrebbe evitato che situazioni analoghe si verificassero negli Stati Uniti durante la sua amministrazione.

