Israele grazia il soldato che uccise un palestinese disarmato

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha concesso la grazia a un ex soldato condannato per aver ucciso, nel 2016 in Cisgiordania, un assalitore palestinese già ferito. Elor Azaria era stato scarcerato nel maggio 2018 dopo aver scontato nove mesi di detenzione. Ovvero la metà della pena inflittagli per omicidio volontario. Herzog ha dichiarato di aver «deciso di accogliere la richiesta di Elor Azaria», il quale chiedeva la cancellazione anticipata della condanna dalla propria fedina penale.
La grazia
Il presidente «ha stabilito che le circostanze, il tempo trascorso e il pentimento espresso da Azaria giustificano la possibilità di iniziare un nuovo capitolo della sua vita», si legge in un comunicato della presidenza. La decisione è stata presa alla vigilia di Yom Kippur (il Giorno dell’Espiazione), la festività più importante dell’ebraismo, che inizia domenica sera.
Membro di un’unità paramedica, Elor Azaria era stato ripreso il 24 marzo 2016 da un attivista filo-palestinese mentre sparava un colpo alla testa di Abdel Fattah al-Sharif a Hebron, in Cisgiordania. Il palestinese aveva appena attaccato dei soldati con un coltello. Ferito da colpi d’arma da fuoco, l’uomo giaceva a terra apparentemente innocuo quando Azaria lo ha ucciso.
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Il processo
Durante il processo, il soldato aveva sostenuto di aver temuto che il palestinese nascondesse una cintura esplosiva e potesse farsi saltare in aria, tesi respinta dai giudici. Il caso aveva suscitato forti passioni in Israele e messo in luce profonde divisioni nell’opinione pubblica tra chi denunciava l’omicidio – inclusi alti ufficiali dell’esercito – e chi lo riteneva giustificato, tra cui numerosi esponenti politici di destra. Anche la breve durata della pena scontata aveva sollevato critiche.
La decisione
Herzog ha firmato il provvedimento, facendo riferimento ai «cambiamenti intervenuti nella sua situazione personale e familiare nel corso degli anni e del suo espresso desiderio di rimuovere gli ostacoli all’impiego e iniziare un nuovo capitolo della propria vita. Azaria ha dichiarato chiaramente di rispettare il codice etico dell’Idf e di ritenerlo importante, e che oggi, in qualità di padre di due figli piccoli, desidera educarli secondo tali valori», si legge nella nota della presidenza. «Nella sua richiesta, ha espresso il proprio rammarico, anche in relazione alle gravi conseguenze dell’incidente».
Herzog ha anche ricordato che l’allora capo di Stato maggiore, Gadi Eisenkot – attuale candidato alle elezioni del 27 ottobre, in testa ai sondaggi – aveva ridotto la pena del condannato da 18 a 14 mesi di carcere. Restano in vigore le sanzioni decretate nei suoi confronti nel 2024 dall’allora presidente Usa Joe Biden che aveva imposto una serie di misure restrittive. Tra cui il divieto di ingresso negli Stati Uniti per lui e per i suoi familiari più stretti.
L’ex soldato
L’ex soldato ha gioito, sottolineando in una conversazione con Katz che «è importante che nessun combattente debba passare attraverso ciò che ho vissuto io». Gioia è stata espressa anche dal ministro della Difesa, secondo il quale «la concessione della grazia trasmette un messaggio importante ai soldati e alle loro famiglie. Non li abbandoniamo e non li lasciamo indietro».
L’esercito
A luglio, il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha inviato una lettera al presidente Herzog indicando che l’esercito si opponeva alla richiesta di cancellazione dei precedenti penali. «Questa posizione si fonda su diverse considerazioni, in particolare sul fatto che il richiedente si è astenuto dall’esprimere rimorso e dall’assumersi la responsabilità delle proprie azioni, anche a distanza di un decennio dalla condanna», ha scritto Zamir. «La cancellazione dei precedenti penali di chi ha eliminato un terrorista è per me motivo di profonda soddisfazione», ha commentato dal canto suo su X il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir.

