«Ho conosciuto degli amici online»: la caccia agli istigatori del 13enne che ha accoltellato la prof

«Ho conosciuto delle persone online. Della gente. Degli amici». Comincia così il racconto del 13enne che ha accoltellato la docente Isabella Marsilio, professoressa di scienze umanistiche alla scuola media Giovanni Verga di Centocelle a Roma. Sarebbero loro gli «istigatori» del gesto del ragazzo secondo gli investigatori. Lui aveva annunciato le sue intenzioni con un conto alla rovescia su Tik Tok: «Guardate i Tg». Quattromila follower e oltre 70 mila like, la sua pagina adesso è stata oscurata dalla piattaforma. Si punta alla True Crime Community (Tcc). E i primi “ricercati” sono i cinque che seguivano la diretta video su Telegram.
Il video dell’accoltellamento
La True crime community (Tcc) è un gruppo internazionale di appassionati del «true crime» che si trovano online per condividere il culto per la violenza, l’idolatria per i serial killer e gli autori di stragi. In alcuni casi, i fan passano all’emulazione. Nel filmato, che oggi rimbalza sul dark web e su TikTok, arriva a scuola. Indossa il casco verde militare in bagno. Ci mette sopra il telefono per proiettare la telecamera. Ha i guanti e un pugnale nella cinta, mentre tira fuori l’altro percorrendo il corridoio. Quando entra in aula il video si interrompe. Il filmato è stato registrato da chi era nella chiamata. E per questo gli investigatori sospettano che l’adolescente abbia ricevuto indicazioni. Come quale tipo di coltelli usare e quale gas urticante acquistare.
La maglietta
Il 13enne indossava una maglietta con la sigla Tmd, ovvero Total Muslim Death. Per questo c’è chi pensa che sia stato avvicinato da elementi suprematisti. Il ragazzo su TikTok ha anche celebrato Timofey Kulyanov, quindicenne che un anno fa era entrato in una scuola vicino a Mosca e aveva ucciso a coltellate un bambino di dieci anni di origine tagika. Anche Kulyanov aveva pubblicato tutto sui social, compresa la preparazione dell’agguato. Anche lui indossava un elmetto verde militare con lo spazio per il cellulare da utilizzare come GoPro. Il kit per l’agguato è stato comprato su un sito da soft-air utilizzando la carta di credito della madre. Indagano i carabinieri della compagnia Casilina.
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«Guys, guardate il tg dopo»
Il ragazzo ha anche scritto «Guys, guardate il tg dopo» alle 9.14 di venerdì mattina (circa 45 minuti prima dell’aggressione). Sul casco aveva i nomi di Brenton Tarrant, l’attentatore di Christchurch, Anders Breivik, il terrorista di Utøya, di Dylan Klebold, autore della strage di Columbine e forse anche di Cain Clark, responsabile della strage di San Diego. E la Lebensrune delle Ss naziste. «Sugli utimi casi non posso dire nulla, ma non sembrano avere una connotazione politica ma la fascinazione per violenza e armi può portare a fenomeni di radicalizzazione di matrice islamista o suprematista», dice a La Stampa Riccardo Perisi, direttore del Servizio antiterrorismo internazionale della Polizia.
I precedenti
«Negli ultimi tre anni abbiamo fatto 50 arresti di minori sotto i 16 anni avviati alla radicalizzazione e centinaia di perquisizioni», aggiunge. L’identificazione, grazie anche all’analisi delle chat presenti sul dispositivo e di quelle che verranno trovate nel pc, potrebbe fornire elementi utili a ricostruire chi e perché ha avvicinato nelle scorse settimane il 13enne che aveva 4.332 follower nel suo profilo social principale, ora chiuso.
Intanto in procura dei minori è arrivata l’informativa inviata dai carabinieri e, come da prassi, anche se l’età del ragazzino lo rende non imputabile, verrà aperto un fascicolo per lesioni e parallelamente verrà avviata la procedura per l’accesso alle misure rieducative. I magistrati dovranno valutare quale misura applicare anche in base alla documentazione che arriverà dall’ospedale dove il ragazzo – figlio unico – è ricoverato. Una decisione che dovrà essere modulata: tra le ipotesi anche l’affidamento ai servizi sociali o il collocamento temporaneo in una comunità.

