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Sviluppa una app per trovare i funghi, ma i follower italiani lo insultano: «Sei uno str***o». Il caso dell’ingegnere francese

19 Settembre 2026 - 08:40 Roberta Brodini
sito mappa funghi insulti da utenti italiani
sito mappa funghi insulti da utenti italiani
Gli haters non vogliono che le informazioni vengano diffuse. L'ideatore della piattaforma a Open: «Gli italiani sono fissati con i porcini, ma io non faccio niente di male»
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Esistono molti luoghi comuni secondo cui francesi e italiani non nutrono una particolare simpatia gli uni per gli altri, pronti a sfidarsi a colpi di vino, assaggi di formaggio o visite ai musei. Ora, però, il terreno dello scontro potrebbe essere un altro: quello dei funghi. È la storia di una piattaforma, sviluppata da Jordan Monnot, 34enne ingegnere francese appassionato di micologia, che mette a disposizione degli utenti una mappa aggiornata con i luoghi in cui è più probabile trovare funghi. Uno strumento che, almeno in Italia, non è piaciuto proprio a tutti. Al punto che il suo ideatore, da tre anni, riceve via email e sui social insulti e minacce di denuncia.

Come funziona Cacciatori di funghi

«Ho lanciato questo progetto circa sei anni fa in Francia. Ha funzionato molto bene», racconta a Open Jordan Monnot. Il suo sito, che per il mercato italiano ha il titolo Cacciatori di funghi, gode di una grande community in diversi Paesi, come Francia, Italia e altre realtà europee. «Le persone possono consultare le mappe, sia in formato gratuito che in formato premium». La prima versione mette così a disposizione una mappa con opzioni di navigazione più limitate e pochi funghi commestibili, mentre quella a pagamento mostra una mappatura completa e tutte le tipologie di funghi, tossici e non.

«I dati sono tutti generati dal mio team», spiega Monnot: «Analizziamo terreno, alberi e altitudine e definiamo la probabilità con cui è possibile trovare funghi in ogni zona». Un lavoro frutto, da un lato, della sua specializzazione come ingegnere, dall’altro, della sua passione per i funghi, che coltiva dai tempi in cui, a 6 anni, ha cominciato ad andare per boschi con il padre e lo zio. «Lavoro con quattro esperti micologi», prosegue, «che aiutano nello studio dei funghi e nella verifica dei dati». Un lavoro che, a volte, coinvolge anche gli utenti: «Ogni anno facciamo una campagna chiedendo a circa 100 utenti di verificare sul campo se le caratteristiche del terreno corrispondono alle nostre previsioni e se trovano i funghi nei luoghi indicati. In questo modo possiamo controllare i nostri dati».

L’arrivo di Cacciatori di funghi in Italia

Dopo il successo in Francia, Spagna, Svizzera, Austria e Germania, Jordan ha deciso di cimentarsi in un nuovo mercato: quello italiano. «In Francia, ha funzionato molto bene. Quindi ho deciso, circa tre anni fa, di lanciarlo anche in Italia», spiega. Un esordio non privo di difficoltà: «All’epoca era difficile, perché ero nuovo e non parlavo bene la lingua. Ma, quest’anno, il mio sito è diventato abbastanza famoso anche lì. Non so perché, davvero, ma ho iniziato a fare pubblicità su Facebook su questo progetto e ora ho mille utenti in Italia e circa 100mila visitatori online». Forte anche il consenso ricevuto dagli utenti italiani, che Jordan definisce «entusiasti»: «Dicono che è una app molto bella e utile», spiega soddisfatto.

Per poter lavorare anche alla mappatura italiana, racconta l’ingegnere, «abbiamo scaricato una quantità incredibile di dati sulla geografia, l’altitudine, le rocce e la ripartizione del territorio. Da questo possiamo fare delle previsioni sulla probabilità di presenza per ogni porcino». Varietà, quest’ultima, per la quale gli italiani avrebbero una particolare predilezione, secondo Jordan: «Penso che gli italiani vadano davvero pazzi per i porcini», racconta divertito.

Gli insulti e le minacce: «Siete il tumore dei boschi»

Eppure, con il maggior successo e i consensi, sono presto arrivati anche gli insulti: «Ci sono due tipi di persone in Italia: quelle entusiaste per il mio progetto, e quelle che mi insultano». Oltre a qualche «stronzo» qua e là sotto ai suoi post, al centro delle accuse figura quella che vede la tecnologia rovinare la tradizionale ricerca “alla cieca”, in vecchio stile. «Mi insultano per dire che denunceranno alle autorità il mio progetto e che non dovremmo condividere queste informazioni così facilmente», spiega sgomento. Poi, le accuse di minacciare l’ecosistema e la natura: «Siete il tumore dei boschi». Insieme a non poco scetticismo: «Manca solo l’ennesima invenzione cinese binocolo infra-funghi». Infine, i commenti dei più esperti, che rivendicano il fatto di non avere alcun bisogno di mappe: «La mappa c’è l’hai in testa».

La risposta di Jordan agli insulti

Jordan ha deciso di non stare a guardare e a subire gli attacchi dei suoi haters, ma di reagire: «Ho segnalato agli amministratori delle piattaforme gli insulti, perché non mi piace che ciò avvenga su internet». Altre volte, racconta, ha anche cercato di ricorrere al dialogo, spiegando che molte informazioni sui porcini sono reperibili su libri e su internet, con mappe gratuite. L’ideatore di Cacciatori di funghi si arrabbia soprattutto quando gli utenti insinuano che le foto condivise sulle sue pagine siano generate dall’intelligenza artificiale: «Anche l’AI esagera», scrive uno di loro. «Non usiamo l’AI. A dire il vero, non mi piace per niente. Penso che sia una m***a, perché produce molta confusione», si anima e discolpa Jordan.

L’ingegnere si dice comunque convinto di portare avanti il suo progetto: «I commenti e le minacce non mi fermeranno, perché sono un appassionato di funghi da quando avevo sei anni e andavo con mio padre e mio zio». E prosegue: «Sono un ingegnere e mi piace capire come funziona la natura. Quindi non capisco perché le persone vogliano mantenere tutti questi segreti dietro ai funghi». Inoltre, la app ti può dire «dove hai tre o quattro volte più opportunità di trovarli, ma devi comunque camminare e cercare nel bosco. Non è come arrivare in un punto sicuro, segnalato dal GPS», specifica, come a difendere la più tradizionale caccia al porcino. Del resto, spiega, «selezioniamo l’area migliore».

«La maggior parte delle persone comunque ci difende. Dicono che la app è “una buona opportunità per imparare”», prosegue, ricordando anche influencer del settore che lo seguono e aiutano, mandandogli foto dei funghi trovati, anche attraverso la sua mappa. «Uno di loro è italiano: si chiama Diego, Fungaiolo su TikTok. Non lo pago per farmi pubblicità, ma lui è davvero felice del nostro sito».

Insulti…non solo in Italia

Dalla conversazione con Jordan, emerge però anche un altro dato, molto curioso: «In Francia vivo la stessa situazione. Ci sono molti articoli su questo tema, perché ho avuto lo stesso problema». E così, quella che poteva sembrare una peculiarità italiana finisce invece per riavvicinare i due Paesi. Una differenza, però, rimarrebbe: «Direi che forse in Italia gli insulti riguardano solo i finferli e i porcini. In Francia, invece, tutti i funghi».

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