Stop a “swipe” e “like”, arriva una app di dating che affida all’AI la ricerca del partner: ecco come funziona

Sta nascendo una nuova applicazione di incontri che sembra uscita da Black Mirror. Si chiama Overtone e, invece del classico swipe, chiederà agli utenti di parlare con un’intelligenza artificiale che ascolterà la loro storia e selezionerà le persone più compatibili. A creare la start up è lo stesso fondatore dell’applicazione di Hinge che, dopo aver lasciato il suo ruolo di Ceo a dicembre dell’anno scorso, ha deciso di fondare una nuova azienda, di nuovo finalizzata a far incontrare le persone. L’app ha già raccolto 18 milioni di dollari e dovrebbe iniziare a essere testata dalla fine di quest’anno. Se chiedete a Justin McLeod se non è annoiato a fondare solo applicazioni di incontri lui vi risponderebbe che «Considerata la crescente epidemia di solitudine che ci affligge, mi è difficile immaginare di dedicarmi a qualcosa di più significativo o importante». E proprio per questo, secondo lui, l’intelligenza artificiale potrebbe permettere di ripensare il modo in cui le persone si incontrano.
Cambiare le regole delle dating app
Justin McLeod spiega sul sito di lancio di Overtone che le attuali app di incontri, non avendo a disposizione altri mezzi, sono basate su dei comportamenti poco naturali. Il founder di Hinge fa riferimento a scrivere annunci personali su noi stessi, giudicarci a vicenda in pochi secondi sulla base di foto centinaia di potenziali partner. «Nessuna di queste fasi esiste perché qualcuno le ha volute. Esistono perché erano il meglio che la tecnologia potesse offrire», sostiene. Hinge, infatti, aveva cercato di andare un po’ contro questo meccanismo, puntando su profili più dettagliati e su conversazioni meno basate sull’impatto immediato delle fotografie. Una scelta che sembra aver funzionato anche sul piano economico. Secondo il Dating App Report di quest’anno, gli utenti attivi giornalieri di Tinder sono diminuiti del 4% rispetto a un anno prima, mentre nello stesso periodo Hinge ha aumentato i ricavi del 22%. Ora McLeod vuole fare un passo ulteriore. «La differenza ora è che non dobbiamo più migliorare quelle fasi. Possiamo eliminarle del tutto», spiega.
Come funzionerà Overtone
Per il suo fondatore, Overtone non sarà una semplice dating app, ma un vero e proprio servizio pensato per aiutare le persone a trovare un partner. «Non è una piattaforma social con profili che riducono le persone a statistiche, citazioni e foto», spiega McLeod. Non ci saranno quindi feed basati su algoritmi, «mi piace», match e conversazioni contemporanee con decine di persone. L’idea infatti è che, dopo l’iscrizione, l’utente inizi a parlare con un intelligenza artificiale capace di ascoltare la sua storia e i propri valori. L’Ai utilizzerà queste informazioni per individuare le persone considerate più compatibili, seguendo un sistema che Overtone definisce basato sulla «scienza delle relazioni e su una riflessione approfondita». Secondo McLeod, se utilizzata nel modo giusto, l’intelligenza artificiale può permettere di creare un sistema «molto più personale, molto più efficiente e molto più efficace» per aiutare le persone a trovare un partner.
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Le preoccupazioni sulla privacy
L’idea ha però già sollevato interrogativi sulla privacy. Paul Walsh, esperto di privacy online, ha analizzato il funzionamento previsto dell’app e ha evidenziato la quantità di informazioni personali che potrebbe raccogliere. Secondo Walsh, i membri del team potrebbero esaminare campioni di interviste, approfondimenti, presentazioni e registrazioni per motivi legati al controllo della qualità. Overtone, inoltre, condividerebbe informazioni con fornitori che si occupano della generazione di approfondimenti, della trascrizione e dell’elaborazione audio, dell’hosting cloud, della moderazione, dell’analisi dei dati e dell’assistenza clienti, scrive Walsh su LinkedIn. La società assicura che le registrazioni audio vengono cancellate entro 30 giorni, ma conserva un profilo psicologico dell’utente con informazioni sulla sua personalità, sui suoi valori, sul modo di comunicare e su ciò che cerca in una relazione. Ed è proprio questo aspetto a ricordare a Walsh uno degli episodi più inquietanti di Black Mirror, «Hang the DJ», in cui un sistema raccoglie informazioni sulle persone e decide con chi dovranno avere una relazione. La differenza, osserva l’esperto, è che nel caso di Overtone quel modello psicologico potrebbe diventare anche un asset dell’azienda.

