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La Bulgaria cambia la sua posizione sui giovani ebrei italiani aggrediti: «Hanno creato per primi disturbo alla popolazione»

07 Agosto 2026 - 15:25 Olga Colombano
Dopo la condanna iniziale dell'episodio, le autorità bulgare riferiscono di presunte tensioni precedenti tra il gruppo di ragazzi e alcuni residenti locali.
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Mentre inizialmente sembrava che la Bulgaria avesse condannato categoricamente l’agguato compiuto da un gruppo di naziskin che il 2 agosto avevano preso di mira un gruppo di adolescenti ebrei italiani in viaggio a Bansko, ora la posizione delle autorità bulgare sembra essere cambiata. Secondo quanto riferito dagli investigatori locali e ricostruito oggi su Il Giornale, anche i ragazzi italiani avrebbero avuto un ruolo nella vicenda, perché avrebbero creato tensioni con la popolazione locale e alimentato, secondo questa ricostruzione, il clima che avrebbe portato all’episodio.

Le indagini condotte dalla polizia di Bansko

Le indagini della polizia locale hanno portato a una revisione della prima ricostruzione dei fatti. Il direttore della polizia locale, Kristian Parmakov, ha raccontato che nell’hotel dove alloggiavano gli italiani, la maggior parte minorenni, erano state presentate diverse segnalazioni per comportamenti ritenuti inappropriati. Tra questi sarebbero stati segnalati rumori durante la notte, «gesti osceni» e il lancio di oggetti. Il tutto avrebbe causato all’hotel circa 15mila euro di danni. Poco prima degli insulti ci sarebbe stata anche una discussione animata tra cinque bulgari e cinque italiani. Una ricostruzione confermata sia dalla direzione dell’hotel sia da alcuni residenti di Bankso.

Il cambio di atteggiamento del governo bulgaro

Dopo la diffusione dei video, il ministro degli Esteri bulgaro aveva condannato l’episodio, affermando che la Bulgaria «respinge categoricamente ogni forma di antisemitismo». Successivamente, però, anche il premier bulgaro ha invitato a considerare l’intera vicenda alla luce degli elementi emersi dalle indagini. Il primo ministro ha ricordato inoltre il ruolo della Bulgaria durante la Seconda guerra mondiale, sottolineando che il Paese fu tra quelli che si opposero alla deportazione di oltre 50mila ebrei nei campi di concentramento nazisti. Per questo motivo ha affermato che la storia della Bulgaria non dovrebbe essere dimenticata e ha invitato gli altri Paesi a basarsi sui fatti prima di formulare accuse di antisemitismo. Infine ha ribadito che chi visita il Paese deve «rispettare le leggi, la dignità dei bulgari, la proprietà privata e a non danneggiarla, a comportarsi in modo decoroso per non creare tensioni con il loro comportamento».

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