Gli Usa pubblicano il testo dell’intesa con l’Iran, cosa c’è nei 14 punti del memorandum

Cessate il fuoco permanente, revoca delle sanzioni Usa, niente nucleare e un fondo da centinaia di miliardi di dollari per l’Iran. Sono alcuni dei punti chiave del memorandum d’intesa tra Washington e Teheran reso pubblico dagli Usa nella serata di mercoledì 17 giugno. Il documento, composto da 14 punti, dovrebbe essere firmato venerdì in Svizzera dai due principali capi negoziatori, il vicepresidente statunitense JD Vance e il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. Da quel momento partirà il countdown dei 60 giorni utili a chiudere l’accordo definitivo. I paragrafi includono le indiscrezioni finora circolate, incluso l’impegno americano a revocare ogni tipo di sanzione sulla base di un calendario concordato nell’ambito dell’accordo definitivo. Washington si impegna inoltre a rendere pienamente disponibili i fondi congelati dell’Iran a seguito dell’attuazione del memorandum. «Gli Stati Uniti e l’Iran concorderanno reciprocamente le procedure relative allo sblocco di tali fondi nel corso del negoziato», si legge nell’accordo.
I 14 punti del memorandum Usa-Iran nella bozza diffusa dagli Usa
Nel dettaglio, il memorandum prevede:
- La cessazione immediata e permanente delle operazioni militari tra Stati Uniti, Iran e rispettivi alleati su tutti i fronti, incluso il Libano, con l’impegno a non avviare nuove guerre o azioni militari reciproche e a rispettare l’integrità territoriale e la sovranità libanese.
- Il reciproco impegno a rispettare sovranità e integrità territoriale dell’altra parte e a non interferire negli affari interni.
- L’obiettivo di negoziare e concludere l’accordo definitivo entro 60 giorni, prorogabili con consenso reciproco.
- L’avvio immediato, da parte degli Stati Uniti, della rimozione del blocco navale e di ogni ostacolo imposto all’Iran, con completamento entro 30 giorni. Washington si impegna inoltre a ritirare le proprie forze dalle vicinanze dell’Iran entro 30 giorni dalla firma dell’accordo definitivo.
- L’impegno dell’Iran a garantire, per 60 giorni e senza costi, il passaggio sicuro delle navi commerciali tra il Golfo Persico e il Mare di Oman. Teheran provvederà inoltre alla rimozione di ostacoli tecnici e militari e allo sminamento delle aree interessate entro 30 giorni.
- L’impegno degli Stati Uniti, insieme ai partner regionali, a predisporre un piano di ricostruzione e sviluppo economico dell’Iran del valore di almeno 300 miliardi di dollari, da definire nei dettagli nell’accordo finale.
- La revoca di tutte le sanzioni contro l’Iran, comprese quelle derivanti da risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, del Consiglio dei Governatori dell’Aiea e delle sanzioni unilaterali statunitensi, secondo un calendario concordato.
- La riaffermazione da parte dell’Iran dell’impegno a non acquisire né sviluppare armi nucleari. Le parti negozieranno inoltre la gestione delle scorte di materiale arricchito sotto la supervisione dell’Aiea e discuteranno il futuro programma di arricchimento iraniano.
- Il mantenimento dello status quo fino alla conclusione dell’accordo definitivo: l’Iran non modificherà il proprio programma nucleare e gli Stati Uniti non imporranno nuove sanzioni né dispiegheranno ulteriori forze nella regione.
- L’impegno degli Stati Uniti a concedere immediatamente deroghe per l’esportazione del petrolio greggio iraniano, dei prodotti petroliferi e dei relativi servizi, comprese operazioni bancarie, assicurative e di trasporto.
- Lo sblocco e la piena disponibilità dei fondi e dei beni iraniani congelati o soggetti a restrizioni, secondo procedure da concordare durante i negoziati, con tutte le autorizzazioni necessarie da parte americana.
- L’istituzione di un meccanismo esecutivo incaricato di monitorare l’attuazione del memorandum e il rispetto del futuro accordo definitivo.
- L’avvio dei negoziati sull’accordo finale dopo la firma del memorandum e l’inizio dell’attuazione delle misure previste nei paragrafi chiave relativi al cessate il fuoco, alla navigazione, alle esportazioni petrolifere e allo sblocco dei fondi.
- L’approvazione dell’accordo definitivo attraverso una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

