«Non l’ho visto, non l’ho neanche toccato», il vigile morto nell’inseguimento e la versione del 25enne arrestato: cosa non convince gli inquirenti

«Io non l’ho toccato. All’alt ho accelerato ed ho superato altre macchine. Non ho più visto nessuno. Non mi sono accorto di nulla», ha detto in lacrime Genti Berisha al suo legale Fabrizio Cardinali, nel colloquio avvenuto in mattinata a San Vittore. Il giovane originario dell’Albania, 25 anni, è apparso all’avvocato «sconvolto» per quanto è accaduto lunedì sera, quando l’agente della Polizia Locale di Milano Francesco Imprezzabile è caduto dalla moto di servizio mentre stava inseguendo il suv. Berisha, riferisce il difensore, ha chiesto scusa «allo Stato e alla famiglia» del poliziotto e si è assunto le proprie responsabilità davanti alla pm. «L’ho saputo di notte, me l’hanno detto perché era uscita la notizia sul web», ha aggiunto, secondo quanto riportato dal Corriere.
Lutto cittadino a Milano per l’agente Imprezzabile
A Milano sarà proclamato il lutto cittadino per la morte di Imprezzabile, 39 anni, entrato nel corpo nel 2022 e in servizio al comando di Zona 4. Lo ha confermato il sindaco Giuseppe Sala: «Milano si stringe attorno alla famiglia. Imprezzabile stava svolgendo il suo lavoro», le sue parole riportate dal Corriere. In mattinata il comandante dei vigili è atteso a casa dei genitori dell’agente per concordare modalità, sede e data delle esequie, che si terranno nel capoluogo lombardo. Sui social Imprezzabile aveva scritto: «Indossare questa divisa non è solo un lavoro, è una responsabilità». Cordoglio anche dal Quirinale, con un Sergio Mattarella «profondamente rattristato», e da Palazzo Chigi: per la premier Giorgia Meloni, «chi indossa una divisa mette ogni giorno la propria vita al servizio degli altri. Onore a Francesco, servitore dello Stato». Sala ha approfittato dell’occasione per rilanciare una vecchia ipotesi, la trasformazione della Polizia Locale «in un corpo di polizia come quelli statuali», precisando però che «ora non è il caso di strumentalizzare niente».
Come è morto Francesco Imprezzabile: la dinamica dell’inseguimento
Lunedì sera, intorno alle 21.30, un’Audi Q7 scura presa a noleggio nella Bergamasca, non si è fermata al posto di blocco di vigili e polizia in via Vittorini, nel quartiere di Ponte Lambro. A bordo quattro giovani. A inseguire il suv si sono lanciate tre moto della Polizia Locale, racconta il Corriere: su quella più vicina c’era Imprezzabile. Poco più di due chilometri su strade strette in mezzo ai campi che costeggiano la pista di Linate, con il contachilometri oltre i 100 chilometri orari, prima del volo della moto fuori strada e del ribaltamento. Trasportato in elisoccorso al Niguarda, l’agente non ha mai ripreso conoscenza. L’Audi è stata poi ritrovata abbandonata nel quartiere Satellite di Pioltello, mentre Berisha è stato rintracciato in una casa di ringhiera di via Guardi, a Monza, dove era con il connazionale Andrea P., 30 anni, uno dei passeggeri di quella sera. È stato arrestato per fuga pericolosa e indagato a piede libero per omicidio stradale.
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Come si è difeso e i dubbi degli investigatori sul racconto di Berisha
Davanti alla pm Francesca Crupi, assistito dall’avvocato Cardinali, Berisha ha spiegato di non essersi fermato all’alt perché aveva con sé pochi grammi di hashish e temeva conseguenze rispetto all’obbligo di firma disposto a suo carico. «Non volevo guai», la giustificazione. Ha negato qualsiasi contatto con la moto, «non l’ho toccato, neppure mi sono accorto che era caduto», una versione, riporta l’Ansa, compatibile con l’assenza di segni di urto o di uno «speronamento». Ma gli investigatori, scrive il Corriere della Sera, restano comunque scettici e aspettano l’esito definitivo dei rilievi. A non convincere è anche la storia dell’hashish convince poco, così come l’ostinazione del giovane nel non voler fare i nomi degli altri due amici a bordo. «Eravamo in quattro in auto, guidavo io, loro non c’entrano nulla», la sua linea. L’Audi è ora nelle mani della Scientifica per gli accertamenti su impronte e DNA, mentre la pm domani invierà al gip la richiesta di convalida dell’arresto. Pesa anche un precedente: lo scorso anno Berisha era stato arrestato in patria nell’ambito dell’inchiesta «Icaro» della procura di Brescia sul «clan Çela» e sui traffici di cocaina dal Sud America all’Europa.

