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Agente morto a Milano, il conducente del suv: «Avevo dell’hashish, fuggito perché non volevo guai». Poi le scuse «alla sua famiglia e all’Italia»

23 Giugno 2026 - 21:07 Cecilia Dardana
agente morto francesco imprezzabile
agente morto francesco imprezzabile
Il 27enne albanese ha ammesso di essere stato alla guida dell'auto che ha forzato l'alt, provocando l'incidente in cui ha perso la vita l'agente di polizia locale Francesco Imprezzabile. Il giovane è stato trasferito nel carcere di San Vittore per omicidio stradale
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Pochi grammi di hashish a bordo e la paura di finire nei guai. Sarebbe questa la motivazione che ha spinto B.G., un cittadino albanese di 27 anni, a non fermarsi all’alt della polizia locale di Milano, dando il via a un drammatico inseguimento costato la vita all’agente Francesco Imprezzabile. Al termine dell’interrogatorio davanti alla pm Francesca Crupi, il giovane è stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale e trasferito nel carcere di San Vittore. Il 27enne, si è scoperto, era già sottoposto alla misura dell’obbligo di firma per un altro reato.

«Non volevo guai»

Durante il faccia a faccia con gli inquirenti, assistito dall’avvocato Fabrizio Cardinali, il giovane ha ammesso le proprie responsabilità confermando di essere stato lui alla guida del Suv. Ha spiegato di aver premuto l’acceleratore per evitare i controlli poiché nascondeva una modica quantità di hashish nell’abitacolo, spiegando di essere «fuggito perché non volevo guai». Il 27enne ha poi cercato di alleggerire la propria posizione sostenendo davanti al magistrato di non essersi accorto, durante i concitati momenti della fuga, della drammatica caduta dell’agente che lo stava inseguendo a bordo della sua moto di servizio.

Le scuse dal carcere

Una volta appresa la notizia del decesso dell’agente Imprezzabile, il quadro è cambiato radicalmente. Il giovane ha manifestato segni di pentimento, dichiarando che stava valutando l’idea di costituirsi prima che scattasse il fermo: «Chiedo scusa alla sua famiglia e all’Italia». B.G. si è detto profondamente dispiaciuto per l’accaduto, arrivando a chiedere formalmente alla pm «se può fare qualcosa» per sostenere i familiari della vittima.

Le persone a bordo del suv

Le indagini intanto proseguono per ricostruire l’esatta dinamica della tragedia e identificare tutte le persone coinvolte. Al momento dell’inseguimento, a bordo del Suv c’erano infatti quattro persone. Oltre al conducente, gli investigatori sono riusciti a identificare un secondo uomo, l’amico che si trovava insieme a B.G. al momento del blitz delle forze dell’ordine in una casa di ringhiera a Monza. Restano invece ancora da rintracciare e identificare gli altri due passeggeri che si trovavano a bordo del mezzo durante la folle corsa tra le strade milanesi.

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