Prende il sole in topless, arriva la multa di 100 euro. La segnalazione dal «punto panoramico» e l’arrivo dei vigili: «Era inoffensivo»

Cento euro di multa, più cinque euro di spese di notifica, per essersi tolta il reggiseno mentre prendeva il sole sul greto del Natisone. È quanto si è vista recapitare una donna brasiliana di 55 anni, da tempo residente in zona, dopo un pomeriggio di relax trascorso a Cividale del Friuli, in provincia di Udine, nel giugno del 2021. A far scattare la segnalazione, come ricostruisce Il Messaggero, è stato uno sguardo dall’alto. Dal Ponte del Diavolo, terrazza panoramica molto battuta da turisti e residenti, qualcuno ha notato la bagnante e ha avvisato le autorità. Sul posto sono arrivati i vigili urbani, che hanno contestato la violazione del regolamento di polizia urbana della Comunità del Friuli Orientale.
Perché la multa per topless
Secondo la polizia municipale, come riporta Repubblica, la donna avrebbe tenuto «un comportamento offensivo della pubblica decenza», dal momento che il seno scoperto risultava chiaramente visibile dalla strada panoramica sopra il fiume. Una ricostruzione che il suo legale, l’avvocato Carlo Monai, prova a smontare perché «la contestazione appare travisata nella ricostruzione del fatto», visto che il comportamento della sua assistita sarebbe stato «inoffensivo e ricompreso nell’ambito dell’esercizio della libertà personale». Monai ha quindi chiesto l’annullamento della sanzione, sostenendo che il verbale ricostruisca i fatti in modo impreciso e che l’addebito sia formulato in maniera indeterminata.
Cosa dice la legge italiana sul topless
Il nodo giuridico, come ricordano entrambe le testate, ruota attorno a un punto fermo: in Italia il topless non è vietato da una norma generale e la Cassazione ha più volte chiarito che il monokini, se privo di comportamenti a sfondo sessuale o provocatorio, non costituisce un atto contrario alla pubblica decenza. Resta però lo spazio per regolamenti comunali o ordinanze locali che possono introdurre divieti in determinate aree, ed è proprio su questo terreno che si giocherà il giudizio. Toccherà al Giudice di Pace stabilire se la normativa locale legittimi davvero la sanzione o se abbia prevalso una lettura troppo rigida del concetto di decenza pubblica. L’udienza è fissata per il 10 febbraio 2027, quasi sei anni dopo i fatti.

