Ultime notizie Caldo recordCrisi Usa - IranGiorgia MeloniLicenziamentiMondiali 2026Venezuela
POLITICAGiorgia MeloniGoverno MeloniMediasetQuirinaleRoberto VannacciVideo

Meloni e il gelo con Vannacci, l’ultimo attacco da Nicola Porro. Un presidente della Repubblica di destra? «Perché non è più un tabù» – Il video

29 Giugno 2026 - 20:08 Giovanni Ruggiero
Giorgia Meloni da Nicola Porro
Giorgia Meloni da Nicola Porro
Google Preferred Site

Nessun disgelo tra Giorgia Meloni e l’ex leghista Roberto Vannacci, che la premier torna a equiparare alle forze di minoranza. Ospite di «Dieci minuti» su Rete 4, Meloni ribadisce quanto già detto in Parlamento: «Su Vannacci non so che dirle, non mi pare ci sia grande differenza tra lui e gli altri partiti di opposizione, votano come la sinistra, parlano contro di noi tutto il giorno. Non vedo differenza, ne prendo atto». Meloni insiste nel ribadire che Vannacci si comporta, ad ora, come le altre opposizioni nei voti e nelle critiche al governo: «ieri avevamo Schlein, Conte, Bonelli, Renzi, Gruber, compagnia cantante e oggi abbiamo Schlein, Conte, Bonelli, Renzi, Gruber, compagnia cantante e Vannacci… E quindi io prendo atto» questo «su temi diversi da quelli della sinistra, chiaramente diversi, temi ai quali sono molto interessata e sui quali lavoro da diversi anni. Però poi conta: difficilmente tu puoi costruire qualcosa con qualcuno che palesemente vuole solo distruggere».

Basi Nato e voli Usa: cosa ha detto Meloni su Rutte

Sul fronte internazionale, la premier respinge le accuse di un atteggiamento troppo morbido verso gli Stati Uniti di Donald Trump: «Non sono antiamericana oggi, non ero inginocchiata ieri, sono una persona che crede che l’Occidente sia più forte unito e ha lavorato per questo. Poi i rapporti solidi si fondano sulla franchezza, sono una persona franca oggi lo ero ieri».

Tornando sulle polemiche dei giorni scorsi con il segretario della Nato Mark Rutte riguardo ai voli partiti dalle basi americane in Italia, Meloni parla di un’informazione fornita in modo impreciso: «Il segretario della Nato è stato molto approssimativo, dopo di che quel numero è più basso dell’analogo numero di tutti quelli che ci sono stati negli anni precedenti e rientrano nelle normali attività delle basi, abbiamo autorizzato ciò che era previsto negli accordi e che non è cinetico cioè offensivo». La presidente del Consiglio invita poi alla prudenza nella comunicazione di certi dati: «È una informazione che può essere male interpretata come lo è stata anche dalle autorità iraniane, bisogna essere più cauti».

Piano casa e salario minimo: gli obiettivi di Meloni a fine legislatura

Sul piano casa, Meloni chiede pazienza ma conferma l’impegno preso: «Ci vuole tempo, ci siamo dati dieci anni ma confido che prima della fine della legislatura già si vedrà che il progetto va avanti». Diverso il discorso sul salario minimo, tema su cui la premier ribadisce la linea del governo a favore del cosiddetto salario giusto: «Col salario minimo lo Stato impone dall’alto una cosa a tutti gli altri, il salario giusto riconosce un lavoro di rappresentanza delle associazioni di lavoratori e datori di lavoro, è molto più liberale ed efficace».

L’idea di un presidente della Repubblica di destra

«Si pensava che niente potesse cambiare – ha continuato Meloni – e invece si è dimostrato che le cose potevano cambiare». Porro le chiede di una possibilità «terribile» di un presidente della Repubblica di destra che sarebbe notizia nefasta «ma per un certo establishment, che esiste esiste…». Meloni si è detta ottimista: «Non è detto che non possa superarsi anche questo altro grande tabù, quello di avere un Presidente della Repubblica che non è di centrosinistra», si tratta di dire «una cosa banalissima, cioè che chi non è di sinistra non è un figlio di un dio minore, ha gli stessi diritti degli altri, valeva per la presidenza del consiglio dei ministri, per la possibilità di governare e potrà valere «per la presidenza della Repubblica, ma decideranno gli italiani».