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«A Catania è fuori posto l’aeroporto, non l’Etna», l’attacco del ministro Musumeci e il piano per spostare lo scalo mai decollato

12 Agosto 2026 - 13:19 Giovanni Ruggiero
Etna blocca voli aeroporto Catania
Etna blocca voli aeroporto Catania
Lo sfogo del ministro della Protezione civile, ex governatore della Sicilia, che da anni aveva proposto un progetto alternativo per lo scalo catanese, di fatto boicottato
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I disagi di questi giorni negli scali di Catania e Comiso, tra voli cancellati, ritardi e migliaia di passeggeri in difficoltà nel cuore dell’estate, riportano a galla un nodo che la Sicilia si trascina da anni. Lo dice il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, secondo cui il problema non sta nell’Etna ma nella collocazione stessa dello scalo: «Ad essere fuori posto non è il vulcano ma l’aeroporto», ha dichiarato all’Ansa.

Da dove nasce la proposta di delocalizzare Fontanarossa

Il ministro ricorda di aver sollevato la questione già nel 1999, quando aveva messo nero su bianco i limiti strutturali di Fontanarossa, troppo esposto per la sua vicinanza all’Etna. In quell’occasione, racconta Musumeci, la proposta di spostare lo scalo fu inserita direttamente nel Piano territoriale provinciale.

Lo studio per un nuovo scalo tra Catania ed Enna

L’idea, all’epoca, si spinse oltre la semplice segnalazione del problema. Musumeci spiega di aver fatto commissionare uno studio preliminare per la realizzazione di un nuovo aeroporto nella Piana tra Catania ed Enna, pensato per servire ben sette delle nove province siciliane. Un progetto ambizioso che, però, non trovò il consenso necessario per andare avanti.

Il secondo tentativo da presidente della Regione

Musumeci racconta di essere tornato sulla questione anche negli anni da presidente della Regione Siciliana, trovando però questa volta l’ostilità della società di gestione dello scalo e, dall’altro lato, l’indifferenza degli enti locali coinvolti. Nel frattempo, sottolinea, il traffico aereo e i flussi turistici sono cresciuti «enormemente», mentre le eruzioni dell’Etna continuano a mettere periodicamente in crisi l’operatività degli aeroporti orientali, danneggiandone anche l’immagine in termini di affidabilità e accessibilità.

Cosa chiede oggi il ministro

Musumeci precisa di non voler necessariamente riproporre il progetto così come era stato pensato quasi trent’anni fa. Ma i disagi di queste settimane, dice, dimostrano comunque un punto: il problema esiste e merita, a suo avviso, «una riflessione seria e lungimirante» nella programmazione delle grandi infrastrutture, con uno sguardo di lungo periodo. La partita, conclude il ministro, riguarda in fondo il ruolo che la Sicilia vorrà ritagliarsi nel futuro della mobilità aerea, sempre più in crescita.