Ultime notizie FemminicidiGoverno MeloniReportSigfrido RanucciUcraina
ATTUALITÀAeroportiCataniaEtnaSiciliaTurismoVideoVulcani

Etna, non si viaggia su Catania fino alle 2 del 14 agosto. Disastro per l’eruzione: 700 voli cancellati. Perché gli aerei non possono decollare – Il video

12 Agosto 2026 - 22:55 Giovanni Ruggiero
Cancellazioni, dirottamenti e partenze spostate sugli altri scali dell’isola: la cenere vulcanica continua a condizionare i collegamenti, con lo stop dei voli da e per Catania prorogato fino alle 16 del 13 agosto
Google Preferred Site

L’eruzione dell’Etna continua a mettere in difficoltà il traffico aereo siciliano. Tra l’8 e l’11 agosto sono stati circa 700 i voli cancellati, dirottati o riprogrammati a causa della presenza di cenere vulcanica nell’atmosfera e delle conseguenti limitazioni alla navigazione aerea. Secondo i dati della Sac, la società che gestisce l’aeroporto di Catania, circa 400 voli in partenza sono stati cancellati, mentre oltre 250 collegamenti sono stati trasferiti su altri scali dell’isola. SAC, la società di gestione dello scalo comunica che, «a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e dell’emissione di cenere vulcanica la chiusura degli spazi aerei è stata estesa al settore B3 e che sono sospese le attività di volo in arrivo e partenza all’aeroporto di Catania fino alle 2 di notte del 14 agosto». «I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree», riporta in una nota.

I voli spostati in altri aeroporti

Anche oggi la situazione resta fortemente condizionata dall’attività del vulcano. Cinquanta voli in partenza previsti originariamente da Catania sono stati spostati. 33 decolleranno da Palermo, 14 da Trapani e tre da Comiso. Sul fronte degli arrivi, invece, 40 aerei sono stati dirottati verso Palermo, 12 verso Trapani e cinque verso Comiso. Tra le compagnie più coinvolte dalle modifiche figurano Ryanair, EasyJet, Ita Airways e Wizz Air.

Quanti passeggeri hanno subito disagi per l’emergenza cenere

Siamo ormai al settimo giorno consecutivo di caos a Fontanarossa, tra cancellazioni, ritardi e dirottamenti che secondo il Corriere della Sera avrebbero coinvolto oltre 100mila persone. Numeri pesanti, dall’8 all’11 agosto sarebbero stati cancellati almeno 388 voli in partenza da Catania, pari al 55% di quelli programmati, mentre altri 212 aerei non sarebbero riusciti ad atterrare, il 30% del totale previsto. Le compagnie più colpite dai cambi di programmazione risultano Ryanair, easyJet, Ita Airways e Wizz Air. A Palermo, dove parte del traffico è stato dirottato, si contano circa 190 voli deviati e 30mila passeggeri coinvolti dalla ripresa dell’attività di quella che i catanesi, tra timore e rispetto, chiamano «la muntagna».

Come si spostano i turisti bloccati in Sicilia

Chi si ritrova con il volo cancellato o dirottato deve fare i conti con un problema in più, raggiungere Palermo o Trapani da Catania non è semplice, tra bus pieni, auto a noleggio introvabili, navette scarse e taxi dai prezzi elevati. L’emergenza ha messo a nudo la fragilità del sistema aeroportuale dell’isola, con il quinto scalo del Paese praticamente fermo. Albergatori, agenzie di viaggio e tour operator temono un effetto a catena fatto di cancellazioni e rinunce, oltre a un danno d’immagine difficile da quantificare. Fiavet Sicilia ha chiesto l’apertura di un tavolo permanente sulle emergenze aeroportuali, mentre il governatore Renato Schifani ha annunciato nuove risorse per affrontare la situazione. Alcuni consiglieri comunali di Mpa, Forza Italia e Lega hanno invece puntato il dito contro la Sac, sostenendo che se il vulcano non si può governare, i collegamenti sì.

Che rischi comporta la cenere vulcanica per gli aerei

La cenere non è solo un fastidio organizzativo, ma un pericolo reale per la sicurezza dei voli, può ridurre la visibilità e danneggiare gli aeromobili, con le polveri abrasive capaci di intaccare le superfici esterne, i motori e i sistemi di bordo. A incidere è anche il vento, che può spingere la nube fino alle piste, motivo per cui il monitoraggio resta costante. Secondo il Vaac di Tolosa, il centro che segue l’evoluzione delle nubi vulcaniche, la cenere ha raggiunto circa 5.500 metri di quota e si sta spostando verso Sud e Sud-ovest, con segnalazioni in quantità limitata anche a Malta e in Libia.