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Etna in eruzione, ancora stop ai voli su Catania. Caos per i turisti bloccati in Sicilia, riapre Comiso: perché gli aerei non possono decollare – Il video

12 Agosto 2026 - 12:03 Giovanni Ruggiero
Quinto giorno di emergenza per l'aeroporto catanese. E a catena per tutti gli altri scali siciliani, costretti a ospitare i voli che non sono stati cancellati. Il nuovo stop fino alle 18 e l'incognita sui prossimi giorni. Il timore dell'ondata di disdette per chi deve ancora raggiungere l'isola
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L’Etna non ha nessuna intenzione di riposare in piena stagione turistica e gli aeroporti siciliani ne pagano ancora le conseguenze, alle prese per il quinto giorno di disagi. Lo scalo catanese Vincenzo Bellini resta con le piste bloccate fino alle 18 di oggi, mentre a Comiso, allo scalo Pio La Torre, lo stop è durato fino alle 10. A renderlo noto è la Sac, la società che gestisce entrambi gli scali, spiegando che il blocco riguarda gli spazi del settore B3, chiusi «a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera». A Comiso invece il problema è la «contaminazione da cenere vulcanica» che ha reso necessaria la sospensione delle operazioni. La società raccomanda ai viaggiatori di controllare lo stato del proprio volo direttamente con le compagnie aeree prima di mettersi in viaggio verso l’aeroporto.

Quanti passeggeri hanno subito disagi per l’emergenza cenere

Siamo ormai al settimo giorno consecutivo di caos a Fontanarossa, tra cancellazioni, ritardi e dirottamenti che secondo il Corriere della Sera avrebbero coinvolto oltre 100mila persone. Numeri pesanti, dall’8 all’11 agosto sarebbero stati cancellati almeno 388 voli in partenza da Catania, pari al 55% di quelli programmati, mentre altri 212 aerei non sarebbero riusciti ad atterrare, il 30% del totale previsto. Le compagnie più colpite dai cambi di programmazione risultano Ryanair, easyJet, Ita Airways e Wizz Air. A Palermo, dove parte del traffico è stato dirottato, si contano circa 190 voli deviati e 30mila passeggeri coinvolti dalla ripresa dell’attività di quella che i catanesi, tra timore e rispetto, chiamano «la muntagna».

Come si spostano i turisti bloccati in Sicilia

Chi si ritrova con il volo cancellato o dirottato deve fare i conti con un problema in più, raggiungere Palermo o Trapani da Catania non è semplice, tra bus pieni, auto a noleggio introvabili, navette scarse e taxi dai prezzi elevati. L’emergenza ha messo a nudo la fragilità del sistema aeroportuale dell’isola, con il quinto scalo del Paese praticamente fermo. Albergatori, agenzie di viaggio e tour operator temono un effetto a catena fatto di cancellazioni e rinunce, oltre a un danno d’immagine difficile da quantificare. Fiavet Sicilia ha chiesto l’apertura di un tavolo permanente sulle emergenze aeroportuali, mentre il governatore Renato Schifani ha annunciato nuove risorse per affrontare la situazione. Alcuni consiglieri comunali di Mpa, Forza Italia e Lega hanno invece puntato il dito contro la Sac, sostenendo che se il vulcano non si può governare, i collegamenti sì.

Che rischi comporta la cenere vulcanica per gli aerei

La cenere non è solo un fastidio organizzativo, ma un pericolo reale per la sicurezza dei voli, può ridurre la visibilità e danneggiare gli aeromobili, con le polveri abrasive capaci di intaccare le superfici esterne, i motori e i sistemi di bordo. A incidere è anche il vento, che può spingere la nube fino alle piste, motivo per cui il monitoraggio resta costante. Secondo il Vaac di Tolosa, il centro che segue l’evoluzione delle nubi vulcaniche, la cenere ha raggiunto circa 5.500 metri di quota e si sta spostando verso Sud e Sud-ovest, con segnalazioni in quantità limitata anche a Malta e in Libia.