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«Riccione invasa dai migranti», il meme della Lega finisce in tribunale. Il Comune chiede 1 milione di euro: «È falso e razzista»

10 Agosto 2026 - 14:44 Ygnazia Cigna
riccione legaofficial migranti
riccione legaofficial migranti
L'amministrazione contesta il contenuto del post pubblicato sui social e accusa il profilo «Legaofficial» di aver alimentato una rappresentazione distorta della città
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Un milione di euro di risarcimento e una querela per diffamazione aggravata. Il Comune di Riccione porta in tribunale il caso del video pubblicato su TikTok dal profilo «Legaofficial», nel quale alcune immagini dei migranti sulla spiaggia di Ceuta erano state associate alla città romagnola. L’amministrazione ha dato mandato all’Avvocatura comunale di procedere nei confronti dei responsabili della realizzazione e della diffusione del filmato e annuncia anche un’azione civile per il danno all’immagine e il pregiudizio che, secondo il Comune, sarebbero stati arrecati alla città.

Il video discriminatorio

La decisione arriva dopo la diffusione dello scorso 6 agosto di un video che mostrava le immagini di Ceuta presentandole come uno scenario distopico ambientato su una spiaggia di Riccione, accompagnate dalla scritta «Pov: È il 2023, sei in spiaggia a Riccione e Matteo Salvini non è ministro dell’Interno». Il contenuto ha superato le 500mila visualizzazioni ed è comparso su un account con oltre 200mila follower e spunta blu, caratterizzato da grafiche identiche a quelle ufficiali della Lega e seguito anche dal profilo personale del vicepremier. Il Comune sostiene che il filmato abbia utilizzato la città per «veicolare messaggi a sfondo discriminatorio a fini di propaganda politica» e parla di una lesione del «decoro e dell’onore della comunità riccionese».

Lo scontro con la Lega

La sindaca Daniela Angelini aveva chiesto la rimozione del video e le scuse ufficiali di Matteo Salvini nel caso in cui il profilo fosse risultato effettivamente riconducibile alla Lega, sollecitando comunque un intervento a tutela della città. Sul caso era intervenuto anche il deputato Pd Andrea Gnassi, annunciando un’interrogazione a Salvini, mentre il leghista Jacopo Morrone aveva definito il contenuto «una semplice provocazione», «un meme» e «un’allegoria» sul tema della gestione dei flussi migratori. Una lettura che l’amministrazione comunale respinge. «Riccione non è la scenografia di una propaganda d’odio né il teatro per le provocazioni di alcuno», afferma Angelini, secondo cui definire il filmato «un’allegoria» o «una semplice provocazione» rappresenta «un atto di irresponsabilità politica e istituzionale». Il Comune fa sapere infine che, qualora venga riconosciuto il risarcimento richiesto, l’intera somma sarà destinata al fondo comunale per aiutare cittadini e famiglie in difficoltà con il pagamento degli affitti.

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