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Jason Arday: le accuse di plagio al più giovane prof di colore di Cambridge

07 Agosto 2026 - 09:24 Alba Romano
jason arday prof colore dimissioni plagio razzismo
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Ieri si è dimesso accusando il razzismo per gli attacchi. Ma le prove delle copiature ci sono. Anche sulla tesi di dottorato
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Jason Arday era diventato famoso quando l’università di Cambridge lo nominò, a soli 37 anni, il più giovane professore di colore nel 2023. Ieri ha annunciato le sue dimissioni dopo l’avvio di un’indagine nei suoi confronti per plagio. Lui ha negato accuse, ma nel frattempo ci sono dubbi anche su alcuni dei suoi riconoscimenti accademici. Mentre una petizione in suo sostegno ha raccolto circa 15.500 firme, tra cui quelle di alcuni accademici, di membri del parlamento britannico e del leader del Partito Verde Zack Polansky.

Jason Arday e le accuse di plagio

Il professor Arday sostiene che il razzismo abbia motivato l’indagine sulla sua carriera. In una lettera pubblicata online ha dichiarato che le sue dimissioni erano «l’unico modo per porre fine a un periodo difficile». Sostenendo che la sua decisione non dovesse essere interpretata come un’ammissione di colpa. O meglio: «Un’accettazione delle narrazioni che circolavano su di me». Arday insegnava sociologia dell’educazione a Cambridge. Era anche membro del Jesus College. L’annuncio è però arrivato poche ore dopo che l’università aveva annuncato «un’indagine a seguito di nuove informazioni riguardanti le qualifiche accademiche e le nomine onorarie del professor Arday».

Great and Unfortunate Things

E citando anche «diverse denunce di cattiva condotta accademica sono ancora in fase di valutazione. Vengono gestite in conformità con la nostra politica sulla cattiva condotta nella ricerca». La casa editrice americana Simon & Schuster ha confermato che le memorie del professore sarebbero state pubblicate come previsto l’11 agosto negli Stati Uniti e alla fine di agosto nel Regno Unito. Nella sua autobiografia “Great and Unfortunate Things” Arday racconta la sua storia: diagnosticato autistico da bambino e affetto da ritardo globale dello sviluppo, non ha parlato fino all’età di 11 anni e non ha imparato a leggere e scrivere fino ai 18. La casa editrice afferma che non sono state mosse accuse di plagio nei confronti del libro. E cita inoltre una precedente dichiarazione dell’Università di Cambridge in cui si affermava che l’ateneo aveva indagato sulle accuse e «scagionato il signor Arday da ogni illecito».

Una campagna

Anche l’università ha anche espresso il proprio sostegno al professore, «vittima di una spregevole campagna per minare la sua credibilità». Le accuse di plagio contro Arday sono state inizialmente mosse da un ricercatore americano, Nathan Cofnas, a sua volta espulso da Cambridge nel 2024 dopo essere stato accusato di razzismo. Cofnas sosteneva che una vera meritocrazia avrebbe portato alla «scomparsa delle persone di colore da quasi tutte le posizioni di alto livello. Al di fuori dello sport e dello spettacolo». Il signor Cofnas mette inoltre in dubbio diverse affermazioni del signor Arday, tra cui quella di aver corso 30 maratone in 35 giorni.

Il plagio

Secondo Kathleen Stock, finita a sua volta nei guai per le sue vedute sui transgender e il sesso biologico, Arday è un millantatore oppure una persona con poco contatto con la realtà. Ha detto infatti di aver avuto un tumore al cervello, di aver corso 600 miglia in sei giorni, di giocare a calcio e a biliardo come un professionista. Sotto accusa per plagio anche la tesi di dottorato, anche se un’indagine della Liverpool John Moores University, che gli conferì il titolo nel 2015, non aveva ravvisato irregolarità. Attribuendo le somiglianze testuali a un «errore onesto e ragionevole».

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