Il prof saluta i maturandi: «Non dimenticatevi di Gaza». Ma per la lettera inviata subisce un’ispezione

A Roma, Massimo Sabbatini, professore di latino e greco al liceo classico Vivona, ha inviato una breve lettera ai suoi ex studenti per congratularsi con loro dopo l’esame di maturità. Nel messaggio, oltre ai saluti finali, il docente invita i ragazzi a non dimenticare le atrocità compiute nella Striscia di Gaza e le responsabilità di chi ha reso possibile quello che definisce uno «sterminio». Sebbene la lettera fosse rivolta a studenti che avevano già concluso il loro percorso scolastico e non erano quindi più sotto l’autorità dell’istituto, l’Ufficio scolastico regionale (Usr) per il Lazio, secondo quanto ricostruito da Repubblica, ha deciso di avviare un’ispezione, dando origine a un’ondata di indignazione e solidarietà. Nell’ambito degli accertamenti sono stati ascoltati prima alcuni studenti, poi altri docenti del liceo e, infine, verra ascoltato lo stesso Sabbatini. L’audizione del professore è prevista, secondo quanto riferito, per il 28 luglio.
La solidarietà di studenti, colleghi e famiglie
Come riporta Repubblica, i primi a esprimere solidarietà al docente sono stati i colleghi del liceo Vivona, che hanno parlato di «un momento drammatico» per la scuola. Successivamente sono arrivati messaggi di sostegno da decine di altri istituti, seguiti dalle famiglie e dagli stessi studenti ed ex studenti, che hanno dichiarato di non voler fare i «delatori». A sostegno del professore è stata inoltre lanciata una raccolta firme sul sito change.org in difesa della «libertà di espressione, dentro e fuori le scuole», che ha già superato le 11 mila adesioni.
Il caso arriva anche in Parlamento
La vicenda è approdata anche in Parlamento. La deputata del Partito Democratico Patrizia Prestipino, ex docente del Vivona, insieme ad altri venti parlamentari del Pd, ha criticato l’iniziativa, domandando al ministro: «Siamo in democrazia o in dittatura?». Sulla stessa linea Peppe De Cristofaro (Alleanza Verdi e Sinistra): «Non è in discussione solo la libertà di insegnamento, ma la libertà di espressione». Da parte sua, la deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, chiedendo di chiarire «quali siano le motivazioni che hanno determinato l’avvio dell’ispezione al liceo Vivona» e se corrisponda al vero che, durante gli accertamenti, studenti e personale scolastico siano stati ascoltati con modalità tali da creare «un clima di pressione o intimidazione».
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La lettera agli ex studenti
Nella lettera, Sabbatini ricorda gli anni trascorsi insieme agli studenti sottolineando che quel periodo si è svolto «mentre si compiva lo sterminio nella Striscia». Invita quindi i ragazzi a non dimenticare la sorte della popolazione civile, né le responsabilità di chi, scrive, ha reso possibile tutto questo, restando «ignavo» e senza intervenire. Il professore esorta gli ex studenti a conservare questa memoria anche quando entreranno nel mondo del lavoro e, magari, ricopriranno incarichi di responsabilità. Nel testo si richiama anche la poesia «la primavera hitleriana» di Eugenio Montale, in cui l’innocenza delle vittime è contrapposta all’entusiasmo della folla che celebra quelli che diventeranno i futuri carnefici. Una poesia che denuncia il ruolo della propaganda e del consenso nel rendere possibile la violenza. Sabbatini cita le ultime parole che Virgilio dice a Dante nel «Purgatorio», quando il poeta afferma di essere ormai purificato e libero di scegliere il bene con la propria ragione. La lettera si conclude con un tono leggero e affettuoso: «Ci vediamo al cinema o ci scambiamo libri. Se qualcuno è bravo a tennis, possiamo giocare. Ma bravo, sennò mi annoio».

