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Maturità, gli strafalcioni clamorosi degli studenti: dal Nobel per la pace a Hitler a “Uno, nessuno e duecentocinquantamila” di Pirandello

26 Giugno 2026 - 09:22 Ygnazia Cigna
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Il panico da esame colpisce sempre i maturandi. Ecco gli errori più divertenti degli ultimi anni
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La Maturità, si sa, è la madre di tutte le ansie. Ma quando la stanchezza accumulata in cinque anni incontra il panico da foglio bianco o il terrore del colloquio orale, il risultato spesso può diventare un capolavoro di comicità involontaria. Tra i banchi degli esami di Stato, la letteratura italiana si conferma da sempre un vero campo minato. La vittima preferita negli anni è stata Gabriele D’Annunzio, più volte declassato da qualche candidato al ruolo di «poeta water» anziché Vate e poi promosso a celebre «estetista» al posto di esteta. Al Vate è stata anche sottratta la paternità de La pioggia nel pineto, riassegnata a Giovanni Pascoli. Lo stesso Pascoli, peraltro, si è visto attribuire la teoria della «frammentazione dell’io», che invece appartiene a Luigi Pirandello.

«Uno, nessuno e duecentocinquantamila» di Pirandello

Il drammaturgo siciliano Pirandello resta un altro bersaglio fisso. C’è chi ha ribattezzato la sua opera più famosa in «Uno, nessuno e duecentocinquantamila» e chi afferma che abbia vinto un prestigioso Premio Oscar anziché il Nobel per la Letteratura. La confusione internazionale non risparmia nessuno. Il capolavoro di Primo Levi Se questo è un uomo è stato attribuito a Italo Calvino, mentre il francese Émile Zola è diventato italiano. Sul fronte dell’epica classica, infine, la povera Elena di Troia si è ritrovata a dover scegliere non tra i corteggiamenti dei Proci (tra l’altro riguardavano Penelope), ma direttamente «tra i porci».

Il Nobel per la pace a Hitler

Non manca anche una forma di revisionismo storico. Per un candidato, Adolf Hitler avrebbe addirittura vinto il Premio Nobel per la Pace, una gaffe enorme che però nasconde un bizzarro appiglio storico, dato che sul finire degli anni Trenta un parlamentare svedese antifascista lo candidò provocatoriamente per protesta. Sempre sul fronte dei totalitarismi, per una diplomanda Benito Mussolini non era il fondatore del fascismo ma uno dei leader del Partito Comunista Italiano, mentre i giovani balilla del ventennio si sono trasformati nei «Barilla».

Aldo Moro rapito da Cosa Nostra

Non mancano i salti temporali, come l’inizio della Seconda Guerra Mondiale anticipato al 1933, o chi ritiene che l’Italia sia ancora una Monarchia, incoronando implicitamente Re Sergio Mattarella, la cui esistenza era invece totalmente ignota a un’altra candidata. In un altro caso, Aldo Moro viene rapito da Cosa Nostra e la Guerra Fredda viene collocata rigorosamente «in Siberia» perché lì faceva freddo. Ma l’apice della geografia fantasy si raggiunge con lo Stretto dei Dardanelli, ribattezzato lo «Stretto di Gargamella», mentre il Muro di Berlino viene fatto crollare nel 1948, quindi ben 13 anni prima della sua effettiva costruzione.

Gli errori sull’arte

Le materie scientifiche e artistiche non sono da meno in questa galleria di perle. Marie Curie, oltre a essere la madre della fisica moderna, avrebbe collezionato ben due Premi Oscar. Nell’arte, Pablo Picasso viene ribattezzato Paolo, la sua Guernica, celebre per il bianco e nero, diventa un quadro dipinto di rosso, e il famosissimo Bacio di Francesco Hayez viene collocato non alla Pinacoteca di Brera, ma nella «paninoteca di Milano».

L’ansia e i colpi di calore non risparmiano nemmeno la cattedra, e i racconti dei maturandi traboccano di gaffe memorabili pronunciate anche dagli stessi commissari d’esame. Gli scambi di persona, infatti, colpiscono anche i prof. Un commissario di inglese ha interrogato per ore su Il ritratto di Dorian Gray attribuendolo a Charles Dickens anziché a Oscar Wilde, mentre una docente non ha saputo riconoscere la foto di Sigmund Freud.

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