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Prende 9 all’esame di terza media, i genitori fanno ricorso al Tar per avere 10: cosa hanno detto i giudici

24 Giugno 2026 - 19:27 Ygnazia Cigna
scuola tar esame terza media
scuola tar esame terza media
La famiglia di un ragazzino ha contestato i voti degli scritti, ma nel compito di italiano c'erano errori di grammatica e frasi fatte. Il caso a Salerno
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Una media finale del 9 all’esame di terza media è un traguardo che per la stragrande maggioranza degli studenti e delle famiglie rappresenterebbe un motivo di orgoglio. Ma non per due genitori di Salerno che, pur di vedere impresso il massimo dei voti sulla pagella del figlio, hanno deciso di trascinare la scuola davanti ai giudici amministrativi. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha però respinto il ricorso, confermando che il voto attribuito dalla commissione era perfettamente legittimo.

La storia

Dopo aopo aver acquisito formalmente tutta la documentazione scolastica, i genitori di un ragazzino hanno fatto ricorso il 26 settembre. Nell’impugnazione chiedevano di annullare il verbale finale e le singole valutazioni delle prove scritte, convinti che il figlio minore meritasse il 10 perfetto in ogni singola colonna del registro.

La pagella dello studente

La pagella del ragazzo, in effetti, presentava un rendimento eccellente con un voto di ammissione pari a 9/10 e un colloquio orale da 10. A “rovinare” il quadro, secondo i ricorrenti, erano stati i tre scritti con il 9 in italiano, il 9 in matematica e il 9 in lingua straniera. I genitori hanno dedotto davanti al tribunale l’«illogicità» di quei tre 9, sostenendo che l’alunno avrebbe dovuto conseguire il massimo del punteggio e contestando presunte incongruenze nelle griglie di valutazione dei professori.

Gli errori nei compiti: frasi fatte e formule matematiche errate

I giudici del Tar hanno smontato punto per punto le tesi della famiglia, ricordando in primis che i magistrati non possono sostituirsi alla «discrezionalità tecnica» degli insegnanti, a meno di palesi e macroscopici errori di calcolo. Nel caso specifico, le correzioni dei professori erano fin troppo motivate e impresse nero su bianco sugli elaborati del ragazzo.

Il compito di italiano

Nel compito di Italiano, i docenti avevano segnalato in più punti veri e propri errori grammaticali nell’utilizzo delle lettere maiuscole e minuscole, oltre a imprecisioni lessicali e contenutistiche. Non solo. I professori avevano ravvisato l’uso di «frasi fatte», considerate come un chiaro indice di una «non approfondita conoscenza dell’argomento».

L’esame di matematica

Ancora più netta la situazione nello scritto di ,atematica. I verbali d’esame hanno evidenziato dei grafici decisamente mal eseguiti, oltre a uno scivolone scientifico nella soluzione del problema di matematica, dove lo studente non aveva applicato correttamente la formula di calcolo dell’altezza. Un errore a catena che ha inevitabilmente compromesso i risultati successivi riferiti al volume e al peso dell’oggetto, entrambi segnalati come errati in fase di correzione.

La decisione del tribunale

Per questi motivi il Tar ha dichiarato infondate le accuse mosse dai genitori, blindando il voto della scuola. L’unica concessione fatta alla famiglia salernitana è stata la compensazione delle spese legali tra le parti. Il 9 in pagella, invece, resta esattamente dov’è.

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