Entra per la seconda prova, lo bocciano. La furbata alla Maturità finisce male. Beccato col telefono in classe: perché deve ripetere l’anno

È già finito l’esame di Stato per uno studente di La Spezia, che non è riuscito a superare il primo controllo della giornata dedicata alle seconde prove della Maturità. Come racconta il Secolo XIX, lo studente è stato sospeso dall’esame e bocciato, con l’obbligo di ripetere l’anno. La commissione d’esame si è limitata ad applicare la linea fissata dal ministero dell’Istruzione, che non lascia margini di discrezionalità ai dirigenti. La direttiva del ministro Valditara prevede l’esclusione immediata da tutte le prove.
Il verbale che certifica l’infrazione è coperto da segreto d’ufficio e può essere conosciuto soltanto dai cinque componenti del seggio, il presidente e quattro docenti, due interni e due esterni, oltre che dalle istituzioni scolastiche, una tutela pensata anche per proteggere l’identità del ragazzo in una situazione destinata a pesare sul suo percorso.
Cellulari vietati alla maturità, cosa dice il decreto del Miur
Il giro di vite arriva con un decreto firmato una decina di giorni fa, che obbliga i docenti ad «avvertire tempestivamente i candidati che è assolutamente vietato, nei giorni delle prove scritte, utilizzare a scuola telefoni cellulari, smartphone e smartwatch di qualsiasi tipo, dispositivi di qualsiasi natura e tipologia in grado di consultare file, di inviare e ricevere fotografie e immagini, nonché apparecchiature a luce infrarossa o ultravioletta di ogni genere, fatte salve le calcolatrici scientifiche elencate in una apposita nota del Miur».
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Lo stop riguarda anche le «apparecchiature elettroniche portatili di tipo palmare o personal computer portatili di qualsiasi genere, in grado di collegarsi all’esterno degli edifici scolastici tramite connessioni wireless, o alla normale rete telefonica con qualsiasi protocollo».

