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Il trapper Sacky indagato per le botte agli ebrei: «Gridava Fuck Israel»

15 Luglio 2026 - 07:47 Alba Romano
trapper sacky botte ebrei milano
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Con lui il suo amico e un terzo giovane, accusato di omissione di soccorso
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Sami Abou El Hassan — ovvero Sacky, il trapper ventiquattrenne da ottocentomila ascoltatori mensili su Spotify – è indagato per aver picchiato alcuni ebrei. Si tratta di due ragazzi argentini di 19 e 20 anni che erano a Milano per frequentare un seminario su insegnamenti e tradizioni ebraiche. «Fuck Israe», gli ha urlato un gruppo di persone tra cui il trapper. Prima di dargli un pugno che lo ha fatto svenire e gli ha rotto il naso.

L’agguato

Con lui, racconta Repubblica, c’era il suo braccio destro Abdurahman Hamza, pugile per diletto e membro della crew del cantante. Hamza è ai domiciliari con l’accusa di minacce e lesioni personali aggravate dai futili motivi e dalla finalità di discriminazione e odio religioso. L’aggressione risale al primo marzo scorso. Gli investigatori, coordinati dal pm Francesco Cajani, contestano gli stessi reati al trapper. A cui è stato notificato l’avviso di chiusura indagini. Con loro un terzo giovane accusato di omissione di soccorso per essere fuggito senza aiutare la vittima.

Fuck Israel

«I ragazzi hanno urlato più volte “Fuck Israel” con inequivocabili gesti di sfida e minaccia. Volevano irridere la nostra religione e discriminarci per tale motivo», hanno raccontato le vittime. A Sacky viene imputato di aver indicato le vittime appena uscite dal Carrefour, così da attirare l’attenzione degli altri su di loro, e di aver spinto il ferito per poi fuggire con il resto del gruppo.

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