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Caldo record, così si rischia di morire per l’ondata di calore: «Colpi, disidratazione e patologie»

15 Luglio 2026 - 06:25 Alessandro D’Amato
caldo record morti cosa succede
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La mortalità in eccesso in tutta l'Europa occidentale. I dati di EuroMoMo. L'esperto: «Le alte temperature uccidono per colpo di calore o disidratazione, ma anche aggravando le patologie esistenti»
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L’ondata di caldo record di giugno ha causato migliaia di morti in tutta l’Europa Occidentale. I dati ufficiali preliminari sulla mortalità nell’area e le stime dei ricercatori dai sei paesi più colpiti indicano almeno 14mila decessi in eccesso durante il periodo di caldo estremo registrato il mese scorso. Le cifre includono circa 2mila decessi in eccesso in Francia, 1.740 in Belgio, 6.800 in Germania e 480 nei Paesi Bassi, oltre a 810 decessi specificamente legati al caldo in Spagna e circa 2.200 decessi dovuti al caldo nel Regno Unito. «Le alte temperature uccidono per colpo di calore o disidratazione, ma anche aggravando le patologie esistenti», spiega al Corriere della Sera Tiziano Lucchi, direttore dell’Unità operativa di geriatria del Policlinico di Milano.

I dati di EuroMoMo

EuroMoMo, un servizio di monitoraggio della mortalità supportato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ha mostrato che i 27 paesi membri dell’Ue hanno segnalato 10.650 decessi in eccesso tra il 22 e il 28 giugno. Sebbene le cifre includano i decessi per tutte le cause, questo indicatore viene utilizzato per valutare rapidamente l’impatto delle ondate di calore. Ottenere un conteggio preciso dei decessi correlati al caldo è un lavoro meticoloso, poiché le alte temperature uccidono non solo per colpo di calore, ma anche aggravando patologie preesistenti.

I morti per il caldo

«È molto plausibile che questi dati siano principalmente legati al calore», ha affermato Lasse Skafte Vestergaard, dello Statens Serum Institut danese, che ospita EuroMoMo. «Al momento in Europa non ci sono altre spiegazioni evidenti o minacce per la salute pubblica che possano giustificare questo fenomeno», ha dichiarato a Politico: «E le cifre sono davvero insolite per la loro entità». I decessi in eccesso sono stati particolarmente elevati in Francia e Belgio alla fine di giugno. Oggi c’è la Giornata europea per le vittime della crisi climatica. Mocchi spiega i dati di EuroMoMo: «È difficile distinguere: sicuramente l’anziano è maggiormente esposto al colpo di calore e alle complicanze legate al rialzo termico».

10 mila decessi in più

Mocchi spiega anche perché circa 9 mila di quei decessi si sono registrati tra gli ultra 65enni: «L’anziano ha minore capacità di regolare la temperatura corporea perché suda meno. In più, convive con fattori di rischio molteplici (come la minor capacità di percepire la sete, le malattie croniche e l’assunzione di farmaci)». Le patologie che rendono le persone indifese dal caldo sono «le malattie cardiorespiratorie, metaboliche, renali e del sistema nervoso centrale. Chi ha una compromissione cognitiva ha una minore capacità di percepire il pericolo e reagire; chi soffre di cuore può andare incontro a scompenso cardiaco; lo scompenso può riguardare anche i valori di pressione negli ipertesi, o la glicemia nei diabetici; chi ha insufficienza renale rischia maggiormente la disidratazione».

Le terapie farmacologiche

Il dottore aggiunge che ci sono terapie farmacologiche da ricalibrare con l’aumento delle temperature: «I diuretici, i beta bloccanti, i sedativi o gli antidepressivi. La disidratazione può aumentare il principio attivo in circolo, con il rischio di maggiori effetti collaterali». E aggiunge: «L’aumento di temperatura corporea non sempre è evidente, però si può notare una cute molto secca, una minore produzione di urina con colore più scuro, pressione arteriosa molto bassa, estrema debolezza, stati confusionali, delirio, problemi di equilibrio fino a insufficienza renale, cardiorespiratoria, ecchimosi, emorragie, convulsioni, coma».

I fragili

I fragili sono a rischio come gli anziani: Indipendentemente dall’età, chi ha una malattia cronica soffre di maggior fragilità, che avvicina al rischio calcolato per gli anziani. Con il passare degli anni, aumenta la probabilità di avere fragilità, anche se il processo di invecchiamento non è uguale per tutti». Infine, i comportamenti salvavita: «Evitare di uscire tra le 11 e le 17; lasciare aperte le finestre durante la notte e chiuderle durante il giorno; rinfrescare l’ambiente con un climatizzatore impostato tra i 25 e i 27 gradi; sentire il parere del medico se si stanno assumendo farmaci; limitare al massimo le bevande alcoliche e quelle con caffeina; fare il bagno in presenza di altre persone e non rimanervi per più di un quarto d’ora; bere molto; fare 4-5 piccoli pasti ricchi di frutta e verdura».

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