Ultime notizie Crisi Usa - IranMario AdinolfiMondiali 2026Sigfrido Ranucci
ATTUALITÀAscoli PicenoFuturo nazionaleImmigrazioneInchiesteIraqMarcheRoberto Vannacci

L’indagine su Giuseppe Barboni per il video sull’immigrato pestato: «Ho fatto quello che bisognava fare»

14 Luglio 2026 - 06:31 Alessandro D’Amato
giuseppe barboni aggressione immigrato san benedetto
giuseppe barboni aggressione immigrato san benedetto
L'inchiesta della procura di Ascoli sull'aggressione. Lui è stato ribattezzato «Briatore 3.0»
Google Preferred Site

«Ho fatto quello che bisognava fare». Giuseppe Barboni tiene il punto dopo il video in cui lo si vedeva picchiare un immigrato di origine irachena che bloccava il traffico sul lungomare di San Benedetto del Tronto. L’imprenditore dopo un’ospitata a La Zanzara spiega al Corriere della Sera: «Mi sarei aspettato una medaglia invece delle critiche». L’imprenditore che guida il Luxury Private group, società che fornisce a clienti facoltosi viaggi su jet privati, ville da capogiro e yacht infiniti, minaccia querele nei confronti di chi mette in dubbio il suo business. È figlio di un avvocato che l’ha denunciato per maltrattamenti e nipote di un ex senatore di Forza Italia. È stato ribattezzato «Briatore 3.0».

Giuseppe Barboni

Ieri sui suoi profili social ha postato un video che lo riprendeva in auto per le vie di San Benedetto con un messaggio: «Io non picchio mai. Se uno mi guarda male sorrido e vado. Ma darei la vita per la difesa di ciò che è giusto». «Lui mi conosceva. In realtà lì tutti gli immigrati mi conoscono. Questo signore, dopo che aveva visto che io ero tranquillo, ha iniziato a dare di matto. A un certo punto lui si è girato di spalle. Siccome temevo avesse un coltello l’ho immobilizzato e ho fatto quello che bisognava fare», ha spiegato a Fanpage. E ancora: «L’ho messo in condizioni di non nuocere. Ma già in passato ho salvato la vita ad un armeno da un’aggressione di un immigrato».

L’indagine

Intanto il Resto del Carlino torna sul 38enne iscritto a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. Sull’episodio indaga la Procura di Ascoli Piceno, mentre il sindaco di San Benedetto del Tronto, Nicola Mozzoni, e la Cgil di Ascoli Piceno definiscono le immagini come «intollerabili». Per Cgil «Farsi giustizia da soli non è mai una soluzione accettabile. Nessuno può sostituirsi allo stato di diritto». A La Zanzara si presenta con una fascia tricolore da sindaco e lo slogan “Tolleranza zero”. E nel frattempo 600 tesserati di Fn in Calabria hanno azzerato i comitati di Lamezia Terme in protesta contro la nomina a coordinatore regionale del deputato ex Lega Domenico Furgiuele. E lamentando «profonda amarezza per le nomine imposte dall’alto dai vertici, senza tenere conto delle scelte democratiche dei vari comitati».

leggi anche