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Chi è Giuseppe Barboni, il vannacciano del pestaggio a un migrante. Le aziende “vuote”, i flop in politica e perché il cardinale Parolin l’ha diffidato – I video

13 Luglio 2026 - 17:45 Giovanni Ruggiero
Dice di essere laureato con lode, ma secondo il Resto del Carlino, la realtà è un po' diversa. Così come quella delle sue aziende, lui che si presenta come imprenditore nel settore del lusso. Nipote di un ex senatore di Forza Italia, sarebbe stato folgorato da Roberto Vannacci
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Il sospetto neanche troppo velato è che l’idea dell’aggressione a un uomo iracheno per strada ripresa e pubblicata sui social sia stata per Giuseppe Barboni una trovata solo per raccattare qualche follower in più. E perché no, anche per farsi notare ancora di più all’interno del movimento di Roberto Vannacci, da cui da tempo il sedicente imprenditore e influencer, con un passato da lottatore, sarebbe rimasto folgorato. Alle recenti celebrazioni per il 4 luglio all’ambasciata americana a Roma, Barboni è stato accolto calorosamente dall’ambasciatore americano Tilman Fertitta, di cui vanta l’amicizia come mostra lui stesso sui social. Per non farsi mancare niente, nella bio di Instagram si dichiara anche giornalista. Per chi segue la Zanzara, Barboni è soggetto ormai stranoto, con le sue intemerate su politiche migatorie e latina, oltre alle liti in giacca e cravatta con gli altri personaggi del giro di Giuseppe Cruciani e David Parenzo.

L’aggressione al migrante a San Benedetto del Tronto

La popolarità di Barboni è esplosa sabato sera 11 luglio, a San Benedetto del Tronto. Un uomo di origini irachene si trova fermo in mezzo alla strada, sulle strisce pedonali, e sembra intralciare il traffico. Nei pressi c’è Barboni, militante di Futuro Nazionale (il partito di Vannacci) e imprenditore, che all’inizio sembra provare inizialmente a ragionare con lui. Per qualche minuto il confronto pare voler restare su toni pacati, poi la situazione degenera: Barboni getta l’uomo a terra, gli sferra alcuni pugni al volto e infine lo solleva scaraventandolo sul marciapiede. Lo stesso Barboni pubblica poi il video sul suo profilo, spiegando che l’uomo tormentava la città da mesi bloccando il traffico senza motivo. Netta la presa di distanza del sindaco di centrodestra, Nicola Mozzoni, secondo cui «farsi giustizia da soli non è la strada giusta».

Chi è Giuseppe Barboni

Marchigiano, 38 anni, Barboni è figlio di un noto avvocato con la passione per la politica e nipote di un ex senatore di Forza Italia. A 14 anni si trasferisce a Venezia per studiare alla scuola navale Morosini, dove dice di aver imparato judo e pugilato. Oggi si allena con i Lottatori Piceni tra lotta libera, greco-romana, grappling, Brazilian Jiu Jitsu e Mma, ed è vicecampione italiano master di lotta greco-romana nella categoria oltre i 100 chili. Si presenta come manager del lusso, alla guida di Luxury Private Group, società che offrirebbe a clienti facoltosi viaggi su jet privati, ville e yacht: nel 2022 Forbes lo aveva inserito tra i primi 100 manager italiani, guadagnandosi soprannomi che lo accostano al fondatore del Billionaire per lo stile di vita esibito, come ricordava un ritratto del Corriere della Sera di due anni fa. Sui social vanta scambi con attori come Andy Garcia e Robert De Niro e, più di recente, anche con l’ambasciatore Usa Tilman Fertitta, con Michael Douglas e Sharon Stone, oltre a foto con ministri come Matteo Salvini e Guido Crosetto.

Le aziende vuote e il curriculum esagerato

Dietro l’etichetta di imprenditore del lusso, però, la realtà raccontata dal Resto del Carlino appare diversa: fino a poche settimane fa le due società riconducibili a Barboni risultavano prive di dipendenti e senza bilanci depositati, e una di queste coinciderebbe proprio con il suo indirizzo di residenza a San Benedetto. Anche i contatti indicati sul sito di Luxury Private Group rimanderebbero a numeri non più attivi. Stessa sorte per il presunto titolo di studio: Barboni si sarebbe fatto attribuire una laurea con lode in Scienze Politiche Internazionali all’Università Link, quando in realtà il voto conseguito sarebbe molto più vicino al minimo, secondo il Resto del Carlino. Non è andata meglio in politica: dopo essersi proposto senza successo alla destra locale, ha corso da solo alle comunali con la lista Tolleranza Zero, arrivando persino a coinvolgere il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, che lo ha dovuto diffidare pubblicamente dopo che Barboni aveva spacciato per endorsement politico un saluto video ottenuto al termine di una cena privata. Il suo profilo Facebook, riporta ancora oggi il Carlino, recita «Sindaco di San Benedetto del Tronto», nonostante la candidatura non sia mai decollata.

Le parole di Barboni dopo il pestaggio

Interpellato da Fanpage.it, Giuseppe Barboni non mostra pentimento per l’aggressione. «Ho fatto quello che bisognava fare», dice, respingendo le accuse di squadrismo legate alla sua militanza in Futuro Nazionale e sostenendo di aver temuto che l’uomo, di cui riferisce di essere già conosciuto in città, avesse un coltello. Racconta di averlo osservato per diversi minuti prima di intervenire e di aver agito con una tecnica di combattimento per immobilizzarlo. Nega inoltre ogni legame tra il gesto e il fascismo, definendolo un fenomeno storico ormai chiuso, e afferma di aver ricevuto solo apprezzamenti da personaggi influenti, di cui però non fa i nomi.

Il rapporto con Vannacci e le prossime tappe

Il legame tra Barboni e il generale Roberto Vannacci risale a qualche mese fa. I due avrebbero cenato insieme lo scorso 13 giugno a Roma, in occasione della Costituente di Futuro Nazionale. Nonostante questo, l’imprenditore precisa a Fanpage.it di non essersi ancora sentito con l’eurodeputato dopo l’episodio di San Benedetto, spiegando di aver tenuto il telefono spento per un giorno intero. Il Resto del Carlino racconta che Barboni starebbe cercando in ogni modo di entrare nelle grazie di Vannacci in vista dei prossimi appuntamenti elettorali nazionali. Un banco di prova arriverà mercoledì 15 luglio, quando Futuro Nazionale sarà allo Shada di Civitanova: l’occasione utile per capire se e come l’eurodeputato deciderà di commentare pubblicamente il video del pestaggio.