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«Stop ai finanziamenti da 2 milioni di euro alla Biennale»: la stangata dell’Ue dopo la riapertura del padiglione russo

11 Luglio 2026 - 21:29 Ygnazia Cigna
biennale revoca fondi ue
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La decisione arriva dopo la scelta del presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, di riaprire lo spazio di Mosca, chiuso dal 2022 dopo l'invasione dell'Ucraina
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La Commissione europea ha raccomandato ufficialmente la revoca del finanziamento comunitario da due milioni di euro destinato alla Biennale di Venezia, dopo la decisione di riaprire il padiglione russo nell’ambito dell’esposizione inaugurata lo scorso maggio. A comunicarlo su X è stata la vicepresidente esecutiva della Commissione Ue, Henna Virkkunen, spiegando che la raccomandazione è stata trasmessa all’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (Eacea), l’organismo incaricato della gestione dei fondi europei.

Le motivazioni dell’Ue

La decisione arriva al termine di una valutazione delle motivazioni fornite dalla Biennale sulla riapertura del padiglione, chiuso dal 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina. «La cultura in Europa, finanziata con i soldi dei contribuenti, dovrebbe promuovere e salvaguardare i valori democratici», ha dichiarato la vicepresidente della Commissione Ue, ribadendo che tali principi «non sono rispettati nella Russia di oggi».

Lo scontro politico e l’iter per la revoca dei fondi

La riapertura del padiglione russo era stata decisa dal presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, scelta che aveva scatenato l’opposizione del governo e in particolare del ministro della Cultura Alessandro Giuli, che aveva inviato degli ispettori a Venezia. Bruxelles aveva già contestato la decisione, ritenendo possibile una violazione delle norme europee legate alle sanzioni contro Mosca, e aveva avviato l’iter per la revoca del finanziamento lo scorso 11 aprile. Il 23 aprile la procedura era stata comunicata ufficialmente alla Biennale, con la concessione di trenta giorni per modificare la decisione o fornire chiarimenti. La scelta aveva scatenato anche diverse proteste a Venezia, a partire dalle Pussy Riot, collettivo artistico femminista punk-rock bandito in Russia, che insieme alle ucraine Femen avevano organizzato un blitz davanti al padiglione di Mosca.

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