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Espulsi due militari russi, Tajani: «Sono spie al soldo del Cremlino». Mosca prepara la vendetta: «All’Italia manca una figura come Putin»

09 Luglio 2026 - 13:41 Alba Romano
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I due addetti dell'ambasciata avranno tre giorni di tempo per lasciare Roma. E intanto Mosca annuncia: «Risponderemo»
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Il governo ha espulso due addetti militari dell’ambasciata russa in Italia. Ad annunciarlo, con un post sui social, è il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Secondo quanto ricostruito dalla procura di Roma, i due si sarebbero resi responsabili di attività di spionaggio per conto del Cremlino. «Il segretario generale della Farnesina ha appena comunicato all’ambasciatore russo a Roma che Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov devono lasciare Roma entro 3 giorni. Mosca continua a usare le sue armi ibride per attaccare l’Occidente e l’Italia. Un’ingerenza grave e inaccettabile per le istituzioni italiane e la sicurezza nazionale», attacca Tajani su X.

Mosca: «Risponderemo»

Alle parole di Tajani ha risposto il ministero degli Esteri russo, guidato da Sergej Lavrov. Secondo quanto riportato dall’agenzia Ria Novosti, Mosca ha assicurato che «risponderà» all’espulsione dei due militari della sua ambasciata a Roma. Intanto, ci pensa Alexei Paramonov, ambasciatore russo in Italia, a commentare la decisione del governo italiano: «Espellendo dal Paese il maggior numero possibile di diplomatici russi, Roma vorrebbe limitare al massimo l’influenza della Russia in Italia, ma questo è comunque impossibile», scrive sul suo canale Telegram. «La Russia – prosegue Paramonov – può contare su esponenti della statura di Vladimir Putin e Sergej Lavrov. L’Italia, per contro, pur col suo immenso potenziale sul piano delle idee e col suo patrimonio politico e umanistico, oggi non dispone di figure di tale levatura»

Tajani tiene il punto: «Dalla Russia solo vendette»

In giornata, rispondendo alle domande dei giornalisti, il vicepremier è tornato nuovamente sulla decisione del governo con queste parole: «Il problema è che i due espulsi dall’Italia facevano attività di spionaggio a danno della sicurezza nazionale. E questo è dimostrato. Non è stato un capriccio dell’Italia». «La Russia – ha aggiunto il titolare della Farnesina – può fare tutte le ritorsioni che vuole, si tratta di vendette. Devono dimostrare che coloro che espelleranno solo delle spie. La nostra è una scelta basata su fatti, la loro è politica». Il governo, inoltre, ha deciso di convocare l’ambasciatore russo.

Le indagini e l’arresto di due ex 007 italiani

Il sistema di spionaggio per conto del Cremlino era stato scoperto poco più di un anno fa, dopo la segnalazione dell’Aisi, con un’operazione di controspionaggio da parte dell’intelligence italiana. Quell’operazione ha dato il via alle indagini dei carabinieri del Ros, che hanno portato – nei giorni scorsi – all’arresto di due ex 007 italiani con l’accusa di spionaggio e accesso abusivo a sistemi informatici. Secondo i carabinieri del Ros, i due avrebbe raccolto informazioni riservate in cambio di denaro per conto di un presunto agente dei servizi segreti russi, coperto da immunità diplomatica in Italia.

Foto copertina: ANSA/Giuseppe Lami | Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri