Mario Adinolfi arrestato, le accuse di truffa ed evasione fiscale: i guai dall’inchiesta sulle scommesse partita delle Iene – Il video

Mario Adinolfi, giornalista e leader del Popolo della Famiglia, da questa mattina si trova agli arresti domiciliari. A disporre la misura è la Procura di Roma, che lo accusa di truffa ed evasione fiscale, mentre l’esecuzione del provvedimento è stata affidata alla Guardia di Finanza. Al centro dell’inchiesta c’è la cosiddetta «scommessa collettiva», un circuito attraverso cui venivano raccolti fondi da privati a cui si promettevano rendimenti legati alle scommesse sportive. Ad Adinolfi viene contestata anche una presunta evasione da 400 mila euro.
Di cosa è accusato Adinolfi
A carico di Adinolfi c’è anche l’ipotesi di esercizio abusivo dell’attività di raccolta del risparmio e abusivismo finanziario. A far partire le indagini, condotte dall’Aliquota della Sezione di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza insieme al Nucleo di Polizia Economico, sono state alcune denunce di persone che avevano affidato del denaro convinte di aderire a un gruppo di scommesse chiamato «Scommessa Collettiva», lanciato e promosso sui social network. Secondo una nota della Guardia di Finanza, l’iniziativa aveva conquistato un numero considerevole di aderenti, complice la fiducia riposta nell’ideatore, la promessa di rendimenti «elevati e garantiti» ben oltre quelli offerti dal mercato finanziario, e l’uso di presunti algoritmi e strategie di scommessa spacciate per infallibili. Così diverse persone avrebbero versato somme anche superiori a 100mila euro a testa per acquistare «quote» di partecipazione, senza mai rivedere il capitale né i guadagni promessi.
Quanto denaro avrebbe raccolto Adinolfi e come lo avrebbe speso
Dalla ricostruzione dei movimenti sui conti correnti dell’indagato relativi agli ultimi cinque anni, gli investigatori hanno accertato una raccolta complessiva di oltre 4,7 milioni di euro. Di questa cifra, solo una parte risulta effettivamente collegata a scommesse sportive: secondo quanto riferito dalla Guardia di Finanza, la maggior parte dei fondi avrebbe preso strade diverse, tra trasferimenti a soggetti terzi e spese personali per beni di lusso come orologi, lingotti, monete straniere, quadri e imbarcazioni, oltre al pagamento di viaggi.
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Chi è la donna che ha perso 82mila euro con Adinolfi
Tra le presunte vittime dello schema c’è anche una donna di 66 anni, disabile all’80% e senza familiari, che vive della sola pensione. Come aveva raccontato Il Fatto Quotidiano, a cui la signora, indicata con lo pseudonimo di Antonia, aveva raccontato di essersi fidata di Adinolfi dopo averlo seguito a Radio Maria e sui social, dove commentava l’attualità. Tra novembre 2019 e settembre 2022 avrebbe versato 82mila euro in dieci operazioni Postagiro, riavendone indietro meno di un terzo. «Ora non so più come pagare cure e bollette», ha raccontato la donna, che si augura una denuncia per chiarire la vicenda: «Così vedremo chi mente». Adinolfi respinse ogni responsabilità e parla di un’«azione estorsiva di stampo camorristico» ai suoi danni.
L’inchiesta delle Iene sul giro di scommesse di Mario Adinolfi
@redazioneiene Adinolfi inseguito per i soldi delle scommesse #LeIene #DaVedere #FilippoRoma ♬ suono originale – redazioneiene
Come è nata l’inchiesta sulla scommessa collettiva
Il caso, ricorda Repubblica, affonda le radici in una vicenda che da tempo divide sostenitori e critici di Adinolfi e che era già finita sotto i riflettori delle Iene. Secondo l’aggiunto Maurizio Arcuri, attraverso quel circuito sarebbero stati raccolti milioni di euro da privati a cui venivano promessi rendimenti legati alle scommesse sportive, promesse che per diversi partecipanti non si sarebbero tradotte nella restituzione delle somme versate. A far scattare gli accertamenti sono state le denunce di una decina di persone, alcune delle quali dicono di aver perso i risparmi mentre altre di aver recuperato solo in parte il denaro investito. Da lì sono partiti esposti, acquisizioni documentali e verifiche bancarie e fiscali che hanno progressivamente allargato il perimetro dell’indagine fino al provvedimento eseguito questa mattina dal comando provinciale della Finanza.

