L’ex Iena La Vardera, la candidatura per la Regione Sicilia 2027 e quella idea di un futuro nazionale guardando a Di Battista

Con l’avvicinarsi delle elezioni politiche e regionali del 2027, è già tempo di bilanci per i partiti di sempre, ma soprattutto tempo di discesa in campo di nuove realtà partitiche. Non fa eccezione Controcorrente, neonato movimento siciliano, frutto dell’intraprendenza del deputato alla Regione Sicilia, ex Iena di Italia 1, Ismaele La Vardera. I sondaggi lo danno in testa a tutti i candidati nella sua corsa alle regionali, mentre le elezioni comunali hanno confermato al ballottaggio il suo candidato alla guida di realtà come Agrigento, da tre decenni in mano al centrodestra. Ma è a Roma che, senza dirlo ad alta voce, Controcorrente punta ad arrivare un giorno, anche al fianco di grandi nomi, a partire dall’ex grillino Di Battista.
Quando è nato Controcorrente
L’idea di un nuovo partito risale forse già a un anno e mezzo fa, dopo la frattura tra Ismaele La Vardera, classe 1993, volto noto come inviato di Italia 1 alle Iene e giornalista, e Sud chiama Nord, movimento del quale è stato presidente federale e portavoce dal 2022, a partire dalla campagna elettorale al fianco dell’allora candidato alla regione, Cateno De Luca.
Finito all’opposizione dopo la vittoria di Renato Schifani, Sud chiama Nord aveva visto De Luca e La Vardera collaborare fino alla rottura definitiva dell’ottobre 2024, quando l’ex Iena aveva dichiarato di voler proseguire la sua «traversata nel deserto» a fianco del Gruppo Misto per divergenze di opinione rispetto ad una possibile apertura al dialogo di ScN con il centrodestra in regione.
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Solo tre mesi dopo, però, la scelta di scendere nelle piazze con un suo movimento, Controcorrente. Un sogno, quello di un vero partito, rimasto irrealizzato fino al 1° luglio (nonostante 100 amministratori sparsi in Sicilia e 8 sindaci), quando all’arrivo dei deputati regionali, fino a quel momento militanti nelle file pentastellate, Carlo Gilistro e Josè Marano, si è aggiunta anche quella di Alessandro De Leo, anche lui deputato dell’Assemblea regionale siciliana, che da poco aveva lasciato FI.
Vietato parlare di «scippo», fa sapere il leader parlando con Open. E sottolinea: «Nessuna proprietà dei deputati, ci hanno cercato in maniera assolutamente autonoma» e ribadisce la stima per il percorso dei pentastellati, anche se, poi aggiunge, tra di loro c’è chi «non sente più battere il cuore».
«Non l’ennesimo partito di centrosinistra»
Certo, la scelta di scendere in campo con l’ennesimo partito di centrosinistra nel panorama siciliano aveva fatto storcere il naso a molti, a partire da Pd e M5s. Eppure i numeri parlano di un fenomeno non di poco conto, stando ai sondaggi che lo vedono in testa al 20% davanti a tutti gli altri candidati in Sicilia. Il tutto, come ricordano dal movimento, in un contesto normativo siciliano che impone una soglia del 5% per qualunque partito. «Siamo al di sopra e al di là dei partiti», racconta a Open Ismaele La Vardera, che porta come esempio il “modello Agrigento”, caso record alle recenti amministrative per un voto disgiunto che ha visto il 16% dell’elettorato di destra votare a sinistra per il suo candidato di Controcorrente.
La missione di un fronte “anti-Vannacci” nazionale
Un partito quindi che, mentre da un lato strizza l’occhio agli ideali di centrosinistra e alle sue «battaglie identitarie», che La Vardera definisce «battaglie assolutamente mie», dall’altro, non disdegna voti provenienti anche da altre forze politiche, «grazie ai cosiddetti delusi dal centrodestra». E continua: «Mi candido (alle regionali, ndr) per rappresentare non solo una fetta del cosiddetto campo largo, ma quella Sicilia che non si rivede in questo governo disastroso». Un approccio un po’ alla maniera grillina, anche se il paragone non sembra lusingare troppo il leader di Controcorrente, che aggiunge al riguardo: «Si facessero due domande, i 5 stelle». Di certo, il nemico da battere è uno: «Serve un anti Vannacci a livello nazionale».
E sui rapporti attuali in regione all’interno del campo largo, commenta: «Con PD e 5 Stelle in Ars, rapporti cordiali nella misura in cui condividiamo l’idea che questo sia uno dei governi peggiori». Ma anche la percezione di essere visti come una «sorta di mezza minaccia» e «un po’ mal digeriti».
Buoni i rapporti con le forze centriste come Casa Riformista, parte della ribattezzata coalizione alternativa. Affinità elettiva invece, si intuisce, quella con Onorato e il suo neonato Partito Civico, da poco sceso in campo con l’endorsement di M5s, Pd e campo largo a Roma, per il quale la Vardera non esita a parlare di «grande stima».
Il sogno di un’alleanza con Di Battista
È al panorama nazionale, però, che Controcorrente non nasconde di mirare un giorno: «Abbiamo tantissime richieste di amministratori locali sparsi in tutta Italia, che ci hanno chiesto di poter aprire dei fari territoriali», ma è «un momento complicato per noi, in cui non abbiamo una struttura ben organizzata e dobbiamo occuparci della Sicilia». La Sicilia è una priorità, quindi, come lo è la candidatura in solitaria di La Vardera a presidente di regione. Ma in prospettiva «non possiamo dire ai nostri elettori che ci votano in Sicilia: votate chi volete a livello nazionale».
Ed è proprio in ottica nazionale che si potrebbero un giorno aprire scenari interessanti: «Parlo con Di Battista e lo osservo con grande stima. So che sta meditando di scendere in campo. Se scegliesse di fare un partito lo guarderemmo con assoluto favore», fa sapere il leader di Controcorrente.
Sul piatto quindi l’opzione di una «federazione con un partito nazionale nascente o che nascerà o che esista» alludendo forse implicitamente anche all’enfant prodige dei grandi eventi di Roma Capitale, Alessandro Onorato, in attesa di una discesa in campo dell’ex grillino. In alternativa, «l’ipotesi di poter in qualche modo superare i confini dello Stretto e provare in qualche maniera ad aggregare tutte quelle forze politiche che si rivedono nel nostro movimento».
Foto copertina: Ismaele La Vardera durante una conferenza stampa del progetto politico ‘Liberta” nella sala stampa della Camera, Roma, 28 marzo 2024 | ANSA/ETTORE FERRARI

