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Toni Servillo preoccupato da Vannacci, quel ritorno «aggressivo e ignorante: pensavo fosse sepolto». Lo sfogo al giornale tedesco: «Così l’Ue sarà divorata»

03 Luglio 2026 - 11:48 Giulia Norvegno
Toni Servillo e Roberto Vannacci
Toni Servillo e Roberto Vannacci
Dopo Sal Da Vinci, anche l'attore sente di dover dire la sua sull'ascesa dell'eurodeputato eletto con la Lega. I timori dell'artista tanto in Italia quanto in Germania: l'appello all'Europa perché reagisca
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Toni Servillo vive con preoccupazione l’ascesa del generale Roberto Vannacci. In un’intervista concessa alla Sueddeutsche Zeitung, l’attore ha collegato la crescita delle destre in Europa alla comparsa sulla scena politica italiana del generale, leader del partito Futuro Nazionale. Se a Sal Da Vinci non sono andate proprio giù le posizioni dell’eurodeputato eletto con la Lega sul mondo Lgbtq, per Servillo il problema è più ampio e inquietante. Secondo l’attore si tratta del ritorno di una componente del fascismo che sembrava ormai «sepolto», e che invece torna a farsi sentire con toni «aggressivo e ignorante».

Cosa ha detto l’attore alla Sueddeutsche Zeitung

Interpellato proprio sulla situazione politica italiana, Servillo ha spiegato di non aver mai immaginato che una figura come Vannacci potesse riconquistare spazio pubblico, definendola «profondamente permeata dal fascismo». Le sue parole, riportate dal quotidiano tedesco: «Abbiamo di nuovo un rappresentante del fascismo più buio, aggressivo e ignorante, che pensavamo di aver sepolto».

L’appello all’Europa sul ritorno delle destre: cosa si rischia secondo Servillo

Il ragionamento dell’attore si allarga poi all’intero continente. Servillo ha detto di vivere «con molta preoccupazione» la crescita delle destre non solo in Italia ma anche in Germania, un fenomeno che a suo giudizio riporta indietro di secoli non solo la cultura ma anche i diritti civili, la libertà di opinione e quella di manifestare. Da qui l’avvertimento: se l’Europa non si sveglia in fretta, rischia di essere «divorata» da altri Paesi già scivolati in derive autoritarie.