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Biennale, la visita di Giuli a Venezia e la pace fatta con Buttafuoco: «Polemiche chiuse, Pietrangelo è un amico»

21 Maggio 2026 - 16:09 Matteo Revellino
alessandro giuli pietrangelo buttafuoco
alessandro giuli pietrangelo buttafuoco
L'arrivo del ministro della Cultura in laguna e la visita, lontano dalle telecamere, del padiglione Italia con «l'amico» Buttafuoco. La Biennale propone di destinare le opere della sezione italiana ai musei del nostro Paese
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Un incontro lontano dalle telecamere tra Alessandro Giulie Pietrangelo Buttafuoco, in occasione della visita del ministro della Cultura alla Biennale di Venezia. È successo questa mattina, 21 maggio, dopo settimane di scontri sul ritorno del padiglione russo alla rassegna. L’arrivo del ministro della Cultura in laguna è diventato il momento per «fare la pace» con il presidente della Fondazione. «L’amico Pietrangelo – ha dichiarato Giuli – non è mai venuto meno. Prima però, maggiore amica, la verità, che rappresento come ministro. La mia visita chiude la polemica: la storia della Fondazione, del resto, è sempre stata rispettata».

La visita al padiglione Italia

Giuli è stato accolto alle 11:30 da Buttafuoco al molo della Gru, davanti al padiglione Italia. Dopo aver regalato al ministro della Cultura il catalogo della rassegna, il presidente della Fondazione Biennale ha guidato la visita al padiglione Italia, durato una quarantina di minuti. Fino all’ultimo sono stati tenuti a distanza i cronisti: Buttafuoco ha addirittura vietato le immagini dell’incontro. A margine della visita ha parlato Giuli: «L’incontro con l’amico Buttafuoco è andato bene: come poteva non andare così? La pace tra noi? Ovvio». Una nota della Biennale ha confermato la distensione, senza però nominare l’incontro tra i due «amici»: «Le opere presentate nel padiglione Italia – fa sapere il presidente – riconoscono il lavoro proprio del ministero della Cultura e un riscontro di straordinaria qualità. La Biennale auspica che l’opera, o una sua parte significativa, possa trovare una collocazione definitiva al termine dell’esposizione».

Il destino delle opere del padiglione Italia

Nessuna citazione del caso del padiglione russo, ancora aperto presso la Commissione Ue. Anzi, con la nota Biennale pone un altro tema: dove finiranno le opere esposte dal padiglione Italia una volta terminata la rassegna? Nel comunicato Buttafuoco propone di destinare i lavori della sezione italiana «a collezioni museali, istituzioni pubbliche, o altri luoghi nel nostro Paese, capaci di valorizzarne presenza e fruizione». Al termine della visita, non allargata al resto dell’esposizione, Giuli ha raggiunto Palazzo Labia, storica sede Rai veneziana, tra le residenze d’epoca più ricche di opere d’arte, ma messo in vendita: «Sento il dovere come ministro della Cultura di accertarmi della situazione e di mettermi a disposizione della Rai, dei cittadini e di Venezia per contribuire al massimo affinché il ruolo venga preservato, valorizzato e mantenuto nelle disponibilità della cittadinanza. Siamo pronti a fare la nostra parte», assicura il ministro.

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