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Il prete positivo alla cocaina «presa per sbaglio», lo schianto contro il guardrail e il processo: cosa rischia don Daniel

29 Giugno 2026 - 21:48 Giovanni Ruggiero
Don Daniel Cardenas cocaina
Don Daniel Cardenas cocaina
La difesa dell'ex parroco che risultò positivo alla cocaina in ospedale, dopo l'incidente al volante della sua Toyota. La versione del suo avvocato, secondo cui era comunque lucido al momento dello schianto e la richiesta della procura
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L’avvocato Gerardo Marrocco che assiste don Daniel Cardenas lo ha ribadito nell’ultima arringa in tribunale: il parroco non era alterato al momento dell’incidente, in cui si è schiantato contro un guard rail. E a proposito della cocaina trovatagli in corpo, l’avvocato è sicuro che il prete aveva assunto la sostanza per errore, come ricorda il quotidiano Il Centro. La procura dell’Aquila ha chiesto una condanna a 14 mesi di reclusione per il sacerdote, che in ospedale era risultato positivo alla cocaina dopo lo schianto del 10 marzo 2024.

Cosa è successo a Pratola Peligna

Tutto nasce da un incidente avvenuto in località Santa Brigida, nel comune di Pratola Peligna, nell’Aquilano. Don Daniel, ex parroco di Rivisondoli, stava rientrando a casa quando aveva perso il controllo della sua Toyota, finendo contro il guardrail. Alcuni passanti lo avevano soccorso in attesa dell’ambulanza del 118, che lo aveva poi trasportato al pronto soccorso per gli accertamenti di routine. Gli esami tossicologici avevano restituito un valore particolarmente elevato, pari a mille, confermando l’assunzione di cocaina. Gli agenti del commissariato di Sulmona, intervenuti per i rilievi, gli avevano ritirato la patente e lo avevano denunciato a piede libero.

Le conseguenze per il sacerdote

Il caso aveva fatto rumore soprattutto a Rivisondoli, dove don Daniel era parroco. Il vescovo di Sulmona-Valva, Michele Fusco, aveva deciso di sospenderlo dall’attività pastorale alcune settimane dopo i fatti, una misura che ha portato al trasferimento del sacerdote a Roseto degli Abruzzi e che, a oggi, resta ancora in vigore. Don Daniel, da parte sua, si era inizialmente lasciato andare a uno sfogo. Aveva raccontato di essersi sentito abbandonato nell’affrontare alcune difficoltà personali. Poi però ha prefeito affidare ogni sua posizione in pubblico all’avvocato Marrocco.

I prossimi passaggi del processo

Il processo si sta svolgendo con il rito abbreviato davanti al giudice Emanuela Cisterna, che ha fissato al primo ottobre la nuova udienza per le repliche. Il nodo della contesa riguarda l’interpretazione degli accertamenti sanitari, secondo la difesa non sufficienti a provare che il sacerdote fosse sotto l’effetto della cocaina proprio nel momento dello schianto. Solo dopo le controdeduzioni delle parti, previste in autunno, il giudice potrà sciogliere la riserva e arrivare a una decisione su una vicenda che, fin dal primo giorno, ha avuto una vasta risonanza nella comunità abruzzese.