Bomba esplode contro una famiglia ucraina, l’attentato per strada a Monaco: «L’obiettivo era un oligarca di Kiev» – I video
È un sospetto attentato l’esplosione che ha fatto scattare l’allarme a Monaco questa sera. A confermare l’ipotesi dell’atto doloso è stato Christophe Mirmand, ministro di Stato e capo del governo monegasco, che ha dichiarato all’agenzia Afp: «È molto probabile che si tratti di un attentato». Tra le vittime ci sono una coppia tra i 50 e i 60 anni, entrambi in pericolo di vita, e un ragazzo di 13 anni, probabilmente legato ai due adulti, che invece ha riportato lesioni più lievi.
Chi sono le vittime
Secondo il quotidiano francese Le Figaro, i feriti dell’attentato di Monaco sono tutti e tre della stessa famiglia ucraina. Ferito gravamente Vadym Iermolaiev, uomo d’affari di Kiev, che sarebbe stato colpito assieme alla moglie e il figlio. L’adolescente non sarebbe in pericolo di vita, mentre l’uomo e sua moglie sarebbero ricoverati in prognosi riservata.
#BREAKING : Vladimir Ermolaev, Family Reportedly Among Victims of Monaco Explosion
— upuknews (@upuknews1) June 29, 2026
Ukrainian businessman Vladimir Ermolaev is believed to have been the apparent target of Monday's explosion in Monaco pic.twitter.com/0YaXfVhaqP
Dove e come è esplosa la bomba a Monaco
Il boato si è sentito verso le 21, in un palazzo residenziale tra Boulevard d’Italie e Rue du Révérend Père Louis Frolla, a pochi passi dal confine francese. Il procuratore generale Stéphane Thibault ha spiegato che qualcuno avrebbe lasciato una borsa o un pacco nell’ingresso dello stabile per poi sparire, e che per il momento non ci sono elementi per capire perché sia stato scelto proprio quell’edificio. Secondo Mirmand, la borsa che è esplosa conteneva bulloni e schegge metalliche pensate per massimizzare i danni.
Le indagini e i precedenti nel Principato
Sul posto sono intervenuti i soccorsi, la polizia e le forze di sicurezza, mentre gli investigatori lavorano per ricostruire la dinamica dell’accaduto. «Le forze dell’ordine stanno attualmente raccogliendo elementi di prova», ha riferito Thibault. Per Mirmand si tratterebbe di un fatto senza precedenti nella storia recente di Monaco: «Che io sappia, è la prima volta che un atto del genere si verifica nel Principato». Alla scena sono arrivati anche il presidente del Consiglio Nazionale e un collaboratore stretto del Principe Alberto II, segno della rilevanza istituzionale attribuita all’episodio.

