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A Ceuta potrebbe esserci presto un problema: il Marocco potrebbe fermare l’accordo di estradizione con la Spagna

13 Agosto 2026 - 14:13 Stefania Carboni
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La cooperazione giudiziaria tra Rabat e Madrid rischia di incrinarsi. Gli ultimi sviluppi dall'exclave e le dichiarazioni del ministro della Giustizia marocchino, Abdellatif Ouahbi
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Il ministro della Giustizia marocchino, Abdellatif Ouahbi, ha annunciato alla stampa (tramite l’agenzia Efe) che Rabat sta valutando la sospensione del trattato bilaterale di estradizione in vigore dal 2012. Una sospensione che se effettuata potrebbe creare non pochi problemi alla Spagna. Alla base della minaccia ci sono i continui ritardi e blocchi da parte delle autorità spagnole: secondo Ouahbi, spesso le procedure si fermano proprio al momento della consegna dei ricercati, rendendo di fatto l’accordo inefficace. Tra gli ostacoli principali figura il tema della pena di morte: sebbene in Marocco sia attiva una moratoria sulle esecuzioni dal 1993, il codice penale la prevede ancora, mentre la Spagna l’ha abolita nel 1978. Il semplice timore che un estradato possa rischiare la pena capitale basta a bloccare l’iter da parte spagnola.

La situazione a Ceuta

La frizione, spiega Ansa, si inserisce in un contesto già delicato, caratterizzato dalle tensioni sulla gestione dei flussi migratori verso Ceuta e Melilla e dalla complessa questione dei rimpatri dei minori non accompagnati, un tema che il ministro definisce «fortemente politicizzato» e condizionato da logiche elettorali in Spagna. Intanto secondo fonti di polizia oltre 600 migranti dei 10mila che ancora si troverebbero a Ceuta avrebbero oltrepassato la frontiera, nelle ultime 48 ore, per rientrare volontariamente a casa. Le autorità restano vigili e le forze dell’ordine sono dispiegate in gran numero per evitare qualsiasi nuovo ingresso.