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Sinner e la scarpa insanguinata a Wimbledon: «Non volevo disturbare». La sorpresa dopo la caduta e la ferita: cosa si è fatto

29 Giugno 2026 - 21:13 Giovanni Ruggiero
Sinner e la scarpa insanguinata
Sinner e la scarpa insanguinata
La scarpa «da bianca è diventata rossa», ma lui non aveva nessuna intenzione di fermarsi. Il numero 1 al mondo parla dopo la prima, sofferta, vittoria a Wimbledon da campione in carica. Cosa gli è capitato al piede
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Jannik Sinner si presenta sorridente in conferenza stampa nonostante un esordio non semplice sul Centrale di Wimbledon. Il numero 1 del mondo ha raccontato la tensione del rientro sull’erba dopo Parigi, sottolineando il peso di scendere in campo da campione uscente: «Era la prima partita sull’erba, ma l’ho ribaltata. Non era facile dopo aver perso il terzo set». L’altoatesino ha ammesso di non aver espresso il suo miglior tennis, complici gli errori accumulati nei primi set, fisiologici per chi affronta i primi turni di un torneo.

Cosa è successo al piede di Sinner

A far preoccupare i tifosi è stata una caduta nel terzo parziale, seguita dalla macchia di sangue apparsa sulla scarpa. Sinner ha però chiarito subito la situazione, minimizzando l’episodio: «Sto bene con il piede, sembra peggio di quello che è. È un’unghia e non volevo nemmeno disturbare Kecmanovic, non volevo togliere tempo fermando il match». Lui stesso però ammette che la situazione era piuttosto anomala: «Sono sorpreso che mi abbiano lasciato giocare: la scarpa da bianca è diventata rossa».

Le parole di Sinner dopo la vittoria

Il tennista italiano ha poi analizzato l’andamento dell’incontro, spiegando come il nervosismo iniziale, anche mentale, abbia influito sulla sua prestazione in un contesto così speciale. «Ho alzato il livello quando ne avevo bisogno, lui ha giocato un grande set», ha riconosciuto Sinner, dando merito a Kecmanovic per la resistenza offerta. Per lui comunque il bilancio è assolutamente positivo: «Sono contento di aver vinto, dovrò migliorare per la prossima partita ma sono soddisfatto. Sono contento di essere al secondo turno».