Maxi rogo a Milano, la procura indaga per incendio doloso: la testimonianza del dipendente di Bartolini sul pacco che ha preso fuoco – I video
La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta per incendio doloso a carico di ignoti in relazione al maxi rogo che ha colpito il deposito Bartolini di zona Bovisa. L’indagine, coordinata dal procuratore Marcello Viola e dal pm della Dda Paolo Storari, punta ad accertare le cause dell’incendio e a verificare, in via precauzionale, l’eventuale natura dolosa dell’episodio, compresa l’ipotesi di un attentato o di un sabotaggio.
La causa dell’incendio a Milano: la testimonianza di un dipendente
Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero partite da un pacco caricato su un camion diretto a Torino. Dopo essere stato sistemato all’interno di un container, si sarebbe inizialmente sprigionato del fumo, seguito poi dall’incendio che ha dato origine al rogo. A riferirlo è stato un dipendente presente sul posto, che ha anche segnalato di aver sentito un rumore poco prima dello sviluppo delle fiamme. Un elemento che dovrà essere approfondito dagli investigatori con ulteriori audizioni.
L’indagine
Sul tavolo del procuratore Viola è già arrivata una prima informativa, ritenuta però ancora molto generica. Saranno gli accertamenti dei prossimi giorni, affidati ai Vigili del Fuoco e alla Digos, a chiarire la dinamica dell’accaduto. Gli investigatori cercheranno in particolare eventuali tracce di sostanze acceleranti o altri elementi utili a stabilire l’origine dell’incendio. L’inchiesta è stata assegnata al pm Storari, che nel 2022 aveva già seguito un’indagine nei confronti di Brt sfociata nel sequestro di oltre 40 milioni di euro per presunte frodi fiscali legate all’utilizzo dei cosiddetti «serbatoi di manodopera». Il procedimento rientrava nei filoni investigativi sulla somministrazione illecita di lavoratori attraverso cooperative e società filtro.
Le rilevazioni sull’aria
Le prime rilevazioni di Arpa a Milano, non hanno fatto emergere «valori critici per gli inquinanti monitorabili sul posto». Sono stati individuati gli inquinanti tipici della combustione, ma le concentrazioni non risultano preoccupanti, complice anche la dispersione dei fumi in atmosfera. Il personale del dipartimento Arpa di Milano continuerà a monitorare l’aria fino al completo spegnimento delle fiamme, che hanno interessato un capannone di circa ottomila metri quadrati destinato allo smistamento dei pacchi, alcuni uffici amministrativi e diversi mezzi parcheggiati nel cortile. Nella notte i tecnici hanno posizionato un campionatore ad alto volume vicino all’anagrafe comunale di via Baldinucci, seguendo la mappa previsionale di ricaduta dei fumi elaborata dal gruppo specialistico di contaminazione atmosferica. Il primo filtro verrà ritirato nel primo pomeriggio e portato al laboratorio di Milano per verificare l’eventuale presenza di microinquinanti come diossine, furani e Ipa.
Le indicazioni di Arpa su finestre chiuse per giovedì 9 luglio
Le autorità sanitarie hanno deciso di prolungare le misure precauzionali anche per la giornata di giovedì: finestre chiuse nelle abitazioni vicine al deposito, divieto di sostare nei pressi dell’impianto e, per i più piccoli, stop a giochi e permanenza all’aperto. Sconsigliato anche il consumo di frutta e verdura raccolte nella zona. Lo ha confermato l’assessore alla Protezione civile del Comune di Milano, Marco Granelli, precisando che si tratta comunque di misure prudenziali, dal momento che le prime rilevazioni della qualità dell’aria non indicherebbero, al momento, la necessità di provvedimenti ulteriori rispetto a quelli già adottati al divampare dell’incendio.
I due container che bruciano per le biciclette elettriche
L’incendio scoppiato ieri sera nel deposito di smistamento Brt del quartiere Bovisa, a Nord di Milano, è stato circoscritto, ma l’intervento dei vigili del fuoco non si è ancora concluso. Restano infatti da domare due container che continuano a bruciare, al cui interno si trovano biciclette elettriche: il timore è che le batterie possano esplodere. In via Don Giovanni Minzoni operano tuttora cinque squadre di pompieri, impegnate a raffreddare i due bilici per scongiurare l’innesco delle numerose batterie presenti a bordo.
Vigili del fuoco: evitato il rischio ai depositi di carburante
Il Comando provinciale dei vigili del fuoco di Milano parla di «un’importante azione di contenimento» portata avanti dalla sera precedente al deposito Brt di Bovisa, con squadre alternate senza sosta fino al mattino. «Da subito ci siamo resi conto che c’era il pericolo che le fiamme lambissero non solo una ditta e uno studentato vicini, ma anche dei depositi di carburante presenti nella grande area di movimentazione delle merci», racconta un caposquadra sul posto, aggiungendo: «Speriamo di finire presto con lo spegnimento, ma con lo smassamento è possibile che staremo qui ancora uno o due giorni». Attorno al Brt Depot si trovano un altro grande spedizioniere, una ditta di informatica, la linea ferroviaria, il Campus Bovisa del Politecnico e un’attività di ristorazione.

