Attentato a Ranucci, i messaggi di Lavitola durante la perquisizione: «I pm dicono che ti avrei aiutato»

Mentre i carabinieri perquisivano casa sua, Valter Lavitola avrebbe scritto un messaggio all’amico Sigfrido Ranucci. Lavitola, ex direttore dell’Avanti, è indagato come presunto mandante della bomba esplosa sotto casa del giornalista Rai. «I carabinieri sono venuti a fare una perquisizione… Sostanzialmente mi dicono che hanno elementi inconfutabili per i quali io sarei il mandante del tuo attentato e che non sarebbe stato fatto per farti realmente del male, sostanzialmente lo avrei fatto per aiutarti», avrebbe scritto Lavitola a Ranucci, secondo quanto rivelato dal giornale Domani.
Il ristorante di Lavitola
All’indomani della svolta giudiziaria che ha portato gli inquirenti a ritenere che Lavitola fosse il mandante della bomba esplosa sotto casa di Ranucci, i giornalisti Enrica Riera e Nello Trocchia sono andati al ristorante “Cefalù”, nel cuore di Monteverde, di cui è titolare proprio l’ex direttore de L’Avanti. Al momento della loro visita, Lavitola non era in sede. E quando i due cronisti del Domani lo raggiungono telefonicamente, lui dice che non si presenterà nel suo locale.
L’interrogatorio a Roma
Oggi, mercoledì 8 luglio, Lavitola sarà interrogato dai magistrati che lo accusano di strage con l’aggravante del metodo mafioso. Una contestazione che potrebbe costargli il carcere. «È assolutamente incredibile tutto questo», dice a Domani. A dirla tutta, persino lo stesso Ranucci si è detto incredulo dell’ultima svolta delle indagini. «Non nascondo stordimento e sorpresa. Io vado spesso a mangiare lì, abbiamo un rapporto stretto, è venuto anche a casa mia. Certamente so chi è Lavitola ma nel tempo è diventato anche una fonte, ci ha dato una mano in qualche inchiesta. Il movente? Ho sempre detto dall’inizio che era un messaggio mandato a qualcuno attraverso me», dice il conduttore di Report
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Il presunto intermediario volato in Camerun
Secondo quanto ricostruito dai pm, l’intermediario – vicino a Lavitola – che ha assoldato il commando per piazzare la bomba sarebbe Gomes Tavares Clesio, dipendente della società del ristoratore. Ora, però, è volato in Camerun, forse proprio su suggerimento di Lavitola. Secondo Domani, la procura non considera percorribili altre ipotesi come quella della camorra o di eventuali ritorsioni per alcune inchieste di Report.
L’ultimo scambio di messaggi tra Ranucci e Lavitola
Eppure, Ranucci continua a credere nell’innocenza di Lavitola: «Anche se dovessero emergere elementi a suo carico, sono certo che non volesse fare del male a me e alla mia famiglia». E proprio l’amico, nell’ultimo messaggio inviato al conduttore Rai durante la perquisizione di casa sua da parte dei carabinieri, gli scrive: «Sappi che io ti voglio bene dal profondo del cuore e che per me sei come e più di un fratello. Non so se dopo questa vicenda noi potremmo tornare a frequentarci, ma sappi che per me questa sarà una perdita gravissima. Che Dio ti benedica, amico mio».
Foto copertina: Aldo Torchiaro | Una foto pubblicata nel maggio del 2023 da Il Riformista che mostra Sigfrido Ranucci a cena con alcune persone, tra cui (a capotavola) Valter Lavitola, al ristorante Cefalù

