Lavitola e il sondaggio per lanciare Ranucci in politica: «Ha collaborato anche lui ma non ne voleva sapere di candidarsi»

Il sondaggio per catapultare Sigfrido Ranucci in politica «è nato a ridosso di Natale, mentre ero all’estero, a un cocktail, una cena in piedi». A svelarlo è la persona che quel sondaggio poi lo ha preparato, ossia Valter Lavitola, l’imprenditore e amico del conduttore di Report indagato come presunto mandante della bomba esplosa proprio fuori casa del giornalista. In un’intervista a Repubblica, Lavitola chiarisce che non può parlare dell’indagine in corso, ma offre qualche dettaglio in più su quella suggestione di lanciare Ranucci in politica come leader del centrosinistra.
La cena tra amici all’estero
«Posso solo dire che eravamo fuori dall’Italia. C’erano vecchi amici dell’internazionale socialista. Ho sempre mantenuto i contatti con i progressisti. Uno di loro, autorevolissimo, straniero, mi racconta che avevano sondato alcuni personaggi illustri italiani, in vista delle elezioni», racconta Lavitola. In quel sondaggio, continua il titolare del ristorante “Cefalù”, «Ranucci era andato fortissimo. Talmente bene che stentavo a crederci anche io».
Il primo confronto sul sondaggio
Di quel sondaggio ne sarebbe stato a conoscenza anche lo stesso Ranucci, informato proprio da Lavitola. «Mi ha risposto: “sei impazzito”. Mi riteneva farneticante. Non ne voleva sapere di entrare in politica», spiega l’imprenditore. Nonostante la chiusura del conduttore, Lavitola ha deciso di andare avanti: «Qualche tempo dopo quella cena con altri colleghi giornalisti, di cui ho grande stima, ragionavamo dei problemi della sinistra, della difficoltà di trovare un leader terzo. Mi è tornato in mente il sondaggio estero. Ho chiesto loro un aiuto per formulare i quesiti».
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Le correzioni di Ranucci
Quelle domande sono state sottoposte anche allo stesso Ranucci, che avrebbe apportato qualche correzione. Quel sondaggio, però, non ha mai visto la luce. «Lo stavano realizzando proprio nei giorni dei primi arresti… E ho chiesto di sospendere, per evitare che fosse falsato», spiega ancora Lavitola. L’imprenditore dice di augurarsi che Ranucci lasci la Rai («Lo spero. Così potrebbe fare i soldi, vivere ai Parioli anziché a Campo di Carne») e poi, a proposito dell’inchiesta in corso che lo vede indagato come presunto mandante dell’attentato, continua a confidare che l’amico non creda alle indiscrezioni emerse in questi giorni: «Se dubitasse davvero di me gli sputerei in faccia».

