Ultime notizie Crisi Usa - IranMario AdinolfiMondiali 2026Sigfrido Ranucci
ATTUALITÀAccoltellamentiCarcereInchiesteLombardiaMilanoViolenza sulle donne

Ragazza sfregiata in metro a Milano, il 27enne Mohammed Saidi resta in carcere: «È pericoloso»

11 Luglio 2026 - 14:26 Alba Romano
ragazza-sfregiata-milano-convalida arresto saidi
ragazza-sfregiata-milano-convalida arresto saidi
Nell'interrogatorio di convalida dell'arresto, l'uomo avrebbe sostenuto di essere lui la vittima. La sua versione è stata giudicata altamente inverosimile
Google Preferred Site

Resta in cella Mohammed Saidi, il 27enne algerino arrestato dalla polizia per aver sfregiato con un coltello una ragazza di 22 anni alla fermata Duomo della metropolitana di Milano. Il gip Cristian Mariani ha convalidato l’arresto, disponendo la misura cautelare in carcere con l’accusa di sfregio permanente al viso riconoscendo l’aggravante dei futili motivi e l’evidente pericolosità sociale.

Le motivazioni dell’ordinanza

Da quanto si apprende, nel provvedimento il giudice ha evidenziato che Saidi ha agito anche se era già stato arrestato poche ore prima e ha mostrato una totale incapacità di controllo e spregiudicatezza di azione contro una donna inerme. Oltre all’accusa di sfregio permanente al viso, Saidi è accusato anche di resistenza a pubblico ufficiale aggravata. Come esigenze cautelari, gli sono stati contestati i pericoli di reiterazione del reato e di fuga.

L’interrogatorio in carcere

Questa mattina si è svolto l’interrogatorio di Mohammed Saidi, che ha fornito la sua versione dei fatti. A confermarlo è stata la sua legale, l’avvocata Mara Bracco, che ha lasciato il carcere di San Vittore, dove si teneva l’udienza, da una porta secondaria. A quanto si apprende, l’uomo avrebbe avuto un atteggiamento ostile durante l’interrogatorio, mostrandosi arrabbiato e fornendo una versione sull’aggressione ritenuta non credibile.

La versione inverosimile del 27enne

Il ventisettenne avrebbe riferito di essere arrivato in Italia dalla Francia solo da un mese e di avere lavorato come idraulico con un altro algerino. Inoltre, ha chiesto di essere rimpatriato in Algeria. A quanto si è saputo, Saidi ha sostenuto di essere lui la vittima dell’aggressione, perché la ragazza lo aveva guardato male e insultato e ha negato di aver detto di essere musulmano. Un particolare che, in effetti, non risulta dai verbali messi agli atti. Avrebbe detto di non aver avuto con sé alcun coltello, spiegando che la ragazza si è ferita da sola con la fibbia metallica della borsetta durante la colluttazione. Infine, ha sostenuto che era suo il sangue a terra e nell’interrogatorio ha mostrato una ferita al dito, come a voler ribaltare la dinamica dell’aggressione. Una versione che il gip ritiene altamente inverosimile.

leggi anche