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12 Luglio 2026 - 12:16 Gabriele Fazio

Il Ghost – Nel bene e nel male

Il Ghost ci ha provato a metterci dentro un minimo di narrativa, un minino di realtà delle cose a fronte del solito indissolubile, inspiegabilmente performante, sound cupo con scrittura priva di alcuna forma di poetica. Ma niente, o quasi, salviamo il featuring con Paky, Mafia Coco, in qualche modo discretamente interessante, per il resto è rimasto ancora una volta sconfitto da se stesso. Il disco si intitola Nel bene e nel male, ma noi questa prima paventata opzione non la rintracciamo nemmeno per sbaglio, l’opera in sè infatti è di un piattume esasperante, temevamo di non uscirne più, che durasse per sempre, che non avremmo più rivisto i nostri familiari. Fortunatamente non è andata così, a un certo punto finisce e deve essere quello il “bene” del titolo. Questo insostenibile rondò trap che infesta ogni singolo momento del disco, nonché buona parte della musica da classifica italiana, non è manifesto di un genere, non è una visione sulla quale premere, non è ricerca, non è provocazione, è proprio totale mancanza di una prospettiva cantautorale seria. Perché non c’è il canto, ma non lo consideriamo ‘sto grosso problema, non siamo mica boomer, il fatto è che non c’è nemmeno l’autorialità, non c’è nemmeno una cosa da dire e nemmeno un modo originale studiato per dirla. E questo è, si, imperdonabile. Nel bene e nel male non è musica, è una spirale di mediocrità e approssimazione musicale.