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Festival di SanremoMusicaSuoni e Visioni

Dal vuoto cosmico di Anna ai classici di Sanremo rivisti da Valerio Scanu, quanto orrore tra le nuove uscite. Per fortuna abbiamo Lil Kvneki. Le recensioni

12 Luglio 2026 - 12:16 Gabriele Fazio

Valerio Scanu – Il mio Sanremo

Come se quell’assurda vittoria del 2010 con uno dei pezzi più brutti che il teatro Ariston abbia mai spregiudicatamente accolto non fosse stata abbastanza, Valerio Scanu tira fuori dal cilindro un disco di cover di brani della storia del Festival di Sanremo. Distruggendoli. Tutti. Senza alcuna pietà. Appoggiando questo suo timbro sottile, inespressivo e banale su capolavori senza tempo rivisti in chiave karaoke in piazzetta. Sarà che l’argomento musica ci è particolarmente caro, ma il risultato ricorda una scena del crimine, una di quelle da voltarsi dall’altra parte. Un vilipendio in piena regola. C’è anche un inedito e vi suggeriremmo di concentrarvi su quello, ma quell’inedito è A parte te, solito reminder del pop dozzinale che ha condizionato drammaticamente il pop di inizio millennio. Quindi, per evitare cattivi ricordi, lasciate perdere.