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Il caso di Polymarket in lista nera, perché l’Agenzia delle Dogane lo ha “bloccato” in Italia. I milioni per la Lazio, il rivale Kalshi e le accuse

13 Luglio 2026 - 18:23 Giovanni Ruggiero
Polymarket
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Perché ora sono a rischio le sponsorizzazioni di Polymarket in Italia, come quella milionaria con la Lazio, dopo la decisione dell'Agenzia delle Dogane
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Polymarket è di nuovo inaccessibile dall’Italia, almeno senza una Vpn. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha rimesso la piattaforma di prediction market nell’elenco dei siti da oscurare, la stessa lista in cui il portale era già finito lo scorso ottobre. La notizia, riportata da Agimeg e ripresa da Il Sole 24 Ore, riapre un fascicolo mai davvero chiuso, e stavolta il punto più delicato riguarda gli accordi commerciali firmati dalla società negli ultimi mesi, a partire dalla sponsorizzazione da 22 milioni di dollari con la S.S. Lazio.

Cosa ha deciso l’Agenzia delle Dogane

Il provvedimento dell’ADM inserisce il dominio polymarket.com tra i siti di gioco non autorizzati, obbligando i fornitori di connettività a bloccarne l’accesso agli utenti italiani. Come ricostruisce Chiara Galletti sul Corriere della Sera, l’aggiornamento della blacklist porta con sé 293 new entry, e tra queste, oltre a Polymarket, compare anche Kalshi, l’altro grande portale di prediction market a livello globale. Al momento la piattaforma ospita soprattutto scommesse sui Mondiali, ma consente di puntare su qualsiasi tipo di evento, dalla politica internazionale al meteo.

Perché Polymarket è tornato nella lista nera

Alla base della decisione c’è l’articolo 4 della legge 401/1989, la norma che punisce chi raccoglie scommesse o organizza giochi senza concessione. Per l’ADM, Polymarket sarebbe assimilabile a un operatore di scommesse privo di autorizzazione. La piattaforma però si è sempre difesa sostenendo di non essere un bookmaker tradizionale, ma un «prediction market», cioè un mercato dove gli utenti stessi scambiano quote e comprano o vendono contratti legati all’esito di un evento, regolando poi le vincite tramite token digitali. Una definizione che, come sottolinea anche il Corriere, colloca il sito in una «zona grigia» difficile da inquadrare del tutto come attività di scommessa, anche perché buona parte del traffico riguarda semplicemente la consultazione di sondaggi e andamenti di mercato.

I precedenti

Non è la prima volta che Polymarket finisce nel mirino delle autorità italiane. Già lo scorso ottobre l’ADM aveva inserito il sito tra le piattaforme non autorizzate, ma la società aveva fatto ricorso al Tar del Lazio, ottenendo la riapertura del portale nel corso del procedimento. Il giudizio del tribunale amministrativo, però, non si è mai concluso con una pronuncia di merito sulla natura giuridica di Polymarket, quindi non esiste ancora una sentenza che stabilisca se la piattaforma possa operare in Italia come soggetto distinto dal settore delle scommesse. Con il nuovo blocco, la questione torna punto e a capo.

Che cos’è Polymarket e il boom dei mercati predittivi

Nato nel 2020, in piena pandemia, Polymarket è bandito in diversi Paesi tra cui la Francia, e per anni è rimasto inaccessibile anche negli Stati Uniti, nonostante gli utenti riuscissero ad aggirare il blocco sfruttando server basati all’estero, fino all’accordo raggiunto con la Commodity Futures Trading Commission. La popolarità della piattaforma è esplosa con le elezioni presidenziali americane del 2024, quando le previsioni sulla sfida tra Donald Trump e Kamala Harris si discostavano spesso dai sondaggi tradizionali. Arrivato alla Casa Bianca, Trump ha poi allentato la normativa di settore, e suo figlio, Donald Trump Jr, è entrato nella società come consulente. Secondo i dati Agimeg, nel 2025 i volumi globali dei prediction market hanno toccato circa 44 miliardi di dollari, con Polymarket sopra i 21 miliardi e la rivale Kalshi a 23,8 miliardi.

La sponsorizzazione della Lazio: come è stata possibile nonostante il decreto Dignità

Resta da capire se l’oscuramento avrà conseguenze per esempio sulle sponsorizzazioni in corso di Polymarket in Italia. Ad aprile Polymarket è diventata main sponsor della S.S. Lazio con un’intesa pluriennale da 22 milioni di dollari, un accordo che aveva sollevato dubbi fin dall’inizio anche sul piano etico. Il decreto Dignità, il DI 87/2018, vieta infatti «qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro nonché al gioco d’azzardo, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive». L’operazione è stata possibile proprio perché Polymarket non è definibile in toto come operatore di scommesse, e perché la collaborazione con i biancocelesti punterebbe soprattutto su «attività di analisi e insight digitali, in coerenza con il quadro normativo vigente». Per questo l’inibizione del sito non comporta automaticamente la fine del contratto pubblicitario, tanto più che Polymarket ha già siglato un’intesa simile anche con la Lega Serie A negli Stati Uniti, per l’utilizzo di loghi e marchi ufficiali sulla propria piattaforma statunitense.